Puntare sulla filiera corilicola nebroidea con le nuove misure del Psr 2014-2020

“Sistema territorio” la sfida che hanno lanciato gli organizzatori a “Opportunità per la corilicultura Nebroidea e laboratorio sperimentale di estetica dolciaria”, il seminario promosso dalla Sezione Operativa per l’Assistenza Tecnica in Agricoltura di Sant’Agata di Militello, dal Comune di Ucria e dall’Associazione Culturale Nebrodi che si sta svolgendo ad Ucria fino a domani, sabato 31 maggio. “Favorire e sostenere la nascita della Filiera corilicola nebroidea siciliana con le nuove misure del PSR 2014-2020” ,la proposta degli organizzatori espressa in un documento, che sarà consegnato all’Assessore Regionale alle Risorse Agricole ed Alimentari, Ezechia Paolo Reale, durante un incontro che avverrà a breve così come assicurato dal Dott. Santo Primavera, capo di gabinetto vicariodell’Assessore intervenuto all’incontro. Articolato in diversi punti, il documento prevede:l’interscambio esperienziale, di sperimentazione e ricerca tra le Università siciliane e quelle del Piemonte e della Tuscia al fine di individuare e introdurre le migliori tecniche di contrasto e controllo del “cimiciato”. Ed anche di favorire e sostenere: l’introduzione, presso i singoli presidi aziendali, ovvero in forme associative, le prime lavorazioni del prodotto quali: calibratura, asciugatura, eliminazione del vuoto, etc.; la trasformazione delle produzioni anche attraverso agevolazioni economiche in favore della nascita e riqualificazione di laboratori di pasticceria soprattutto se proposti da giovani; la nascita di corsi/scuole di “alta pasticceria”, rivolti soprattutto a giovani imprenditori del settore della pasticceria.

La kermesse che sta coniugando informazione, formazione e creatività dell’ars dolciaria, coinvolge produttori, associazioni, istituzioni per uno stat up di avvio che coinvolge l’’intera filiera, dalla produzione alla trasformazione alla commercializzazione di un’eccellenza del “Born in SicilY” trascurata da anni e che invece potrebbe offrire nuove opportunità soprattutto nel campo dell’ars dolciaria.

“L’assist” è dato dalle recenti operazioni colturali che hanno interessato la corilicoltura nebroidea grazie alle misure di sostegno introdotte  dall’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole ed Alimentari nel Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013.

“ Occorre che adesso l’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole- ha spiegato Pippo Ricciardo,dirigente della Soat di Sant’Agata di Militello- assuma il comando della cabina di regia coagulando le diverse istanze che provengono dal territorio in vista della programmazione del PSR 2014-2020”.

Da qui l’input da parte dei produttori, delle associazioni del territorio, delle aziende di avviare un percorso/progetto di riqualificazione della produzione corilicola dei Nebrodi .

Oggi- continua Florena-  si pone il problema di rendere permanenti e oltre tutto migliorare questi risultati attraverso una strategia che vede partecipi tutti gli attori interessati in maniera di realizzare una rivalutazione anche economica oltre che territoriali e ambientali del nostro territorio. L’ elemento nuovo del progetto che l’Associazione Culturale Nebrodi ha cercato di portare avanti è rappresentato dalla collaborazione stabilita con l’ espressione più viva della pasticceria siciliana”.

L’iniziativa di Ucria è il primo step nell’attivazione di un sistema imprenditoriale in grado di realizzare produzioni agricole ed agro-industriale di qualità certificata , di adeguare e qualificare l’offerta della produzione corilicola in accordo alle esigenze di qualità imposte dalla trasformazione, nell’ambito degli orientamenti comunitari e nazionali.

lIl decreto sugli accordi-quadro delle filiere agroalimentari emanato l’11 dicembre del 2013 dall’Assessore Regionale alle Risorse Agricole ed Alimentari- ha spiega Salvatore Giarratana,dirigente regionale- è un innovativo strumento di organizzazione e regolazione degli interessi dei diversi soggetti, a vario titoli coinvolti in grado di assicurare propulsione, sviluppando sinergie, al processo di programmazione,qualificazione e vendita dei prodotti corilicoli. Occorre lavorare in rete per costruire un modello organizzativo ed operativo innovativo dal valore pilota anche per altri comparti”.

L’insediamento dei noccioleti ( Corylus avellana) sui monti della catena nebroidea affonda le sue radici in un contesto storico ma anche botanico oltre che tecnico–agronomico risalente alla seconda metà dell’800 in seguito alla crisi della gelsicoltura. Estesi per circa 12 mila ettari e con un vastissimo patrimonio genetico che forniscono produzioni pregiate soprattutto sotto il profilo qualitativo, sono ancora espressivi sul piano produttivo, ambientale e paesaggistico-culturale.

Ad illustrare gli aspetti storico-culturall, il Prof. Francesco Vergara Caffarelli, direttore della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana che ha evidenziato l’importanza nell’economia del comprensorio nebrioideo della produzione corilicola.La ricchezza della diversità delle cultivar è stata presentata dal Prof. Francesco Maria Raimondo, presidente Società Botanica Italiana e cittadino onorario di Ucria.

Una produzione gravemente minacciata dalla presenza dei ghiri che abbassa la redditività economica dal 30 al 60 per cento. Ad affermarlo i risultati di una ricerca condotta lo scorso anno, da giugno ad agosto, da Federico Morimando, dottore di ricerca in zoologia che, su mandato del Parco dei Nebrodi ha fatto un censimento sulla presenza di questi roditori in circa 180 ha compresi nellarea tra Ucria,Raccuia ,Floresta e Tortorici. “ Da un numero di circa 50 unità di ghiri presenti all’inizio-ha spiegato Morimando- si è passati a circa 200 durante la maturazione delle nocciole. Si è intervenuto, da una parte, con il ripristino   dell’ecosistema favorendo la presenza degli allocchi, predatori dei ghiri, dall’altra, sistemando vicino ai noccioleti, delle trappole per la cattura degli stessi”.

Un progetto che si è attualmente arenato per mancanza di fondi e che rappresenta una risposta alle domande dei protagonisti locali che vedono nel ripristino della coltura della Nocciola, una risorsa per lo sviluppo del territorio.

Calogero Ferrantello, dirigente del Servizio VI dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, nelle conclusioni ha rilanciato   “ Occorre che i produttori, le associazioni, le istituzioni locali lavorino insieme per fare sistema e lavorare ad un disciplinare che dia priorità e valore alla Nocciola dei Nebrodi con il marchio QS Sicilia”.

Informazione e formazione con il maestro del cioccolato, Salvatore Cappello che presenterà ai giovani, alle aziende corilicole, agli studenti degli Istituti Alberghieri siciliani, le potenzialità di utilizzo della nocciola dei Nebrodi in pasticceria. “Pochi elementi ma d’eccellenza come la Nocciola dei Nebrodi ma molte idee –spiega Cappello- per l’utilizzo nel campo dolciario della nocciola sia biologica che convenzionale. Ad esempio, si potrebbero realizzare delle creme spalmabili a base di nocciole dei Nebrodi. Per i giovani rappresenta una risorsa da utilizzare con fantasia coniugando salute e sviluppo ecosostenibile.Oggi ci troviamo di fronte ad un consumatore attento e consapevole che, nell’acquisto di un prodotto ricerca qualità, garanzia della filiera,meglio se corta e che soprattutto vuole essere parte integrante di un progetto etico di produzione che tuteli il territorio e i piccoli produttori”.

In concorso le opere dolciarie realizzate dagli studentiAlberghieri della Sicilia, in primis l’IPSOA “Pietro Piazza” di Palermo guidati dal prof.Pietro Pupillo che ha declinato nella “Prova dei sapori” la nocciola dei Nebrodi in diversi accostamenti dall’antipasto al suino dei Nebrodi al dolce. A gareggiare anche i maestri pasticcieri del comprensorio nebroideo in un concorso sul filo del gusto e dell’aroma . A deliziare il palato di grandi e bambini il gelato alla nocciola dei Nebrodi , dell’ambasciatore dell’ice cream, Santo Musumeci,il primo in Italia e realizzare composizioni inedite tra le frutta, le erbe, le piante dell’Isola. Con la sua macchina del gelato, uno dei primi “mantecatori” degli inizi del’900, prototipo di archeologia industriale, ha deliziato gli appassionati gourmet con un gelato artigianale rigorosamente a chilometro zero.