Olio d’oliva, prezzo in rialzo soprattutto in Sicilia

Nel comparto dell’olio di oliva l’ultima settimana del mese di ottobre ha visto un’ulteriore spinta al rialzo per i listini medi all’origine. L’extravergine, fissandosi a 4,37 euro al chilo, fa segnare un aumento del 4%, le regioni più attive sono state Puglia, Sicilia, Calabria e il Lazio. L’aumento medio del segmento negli ultimi trenta giorni risulta pari al 10%. Lo rileva Unaprol insieme con Ismea servizi.

L’olio vergine si è attestato a 2,80 euro al chilo, +2% negli ultimi sette giorni, per questo prodotto sono, fondamentalmente, tutte le provincie pugliesi a creare la tendenza. Anche in questo caso +10% rispetto all’inizio del mese di ottobre. Nel segmento del lampante, nell’ultima rilevazione, le quotazioni arrivando a 2,15 euro al chilo, hanno fatto segnare un +4,5%. Sempre Puglia e Calabria le regioni trainati.

Nel comparto degli oli a denominazione settimana molto viva con aumenti per i listini delle Dop Colline Salernitane, Dauno, Monti Iblei e Valli Trapanesi. Unico outlier la Dop Cilento che perde il 5%.

Spostando l’analisi al prodotto all’ingrosso si nota un sensibile aumento tanto per il rettificato di oliva che per quello di sansa. In crescita anche tutti i raffinati di semi ad eccezione dell’olio di arachide che non fa notare scostamenti rispetto al livello medio dei prezzi raggiunto la passata settimana.