La 46° Sagra delle ciliegie di Chiusa Sclafani


Con la presenza di otre 8mila persone Chiusa Sclafani conferma la nomea di «paese delle ciliegie di Sicilia». Un fiume di visitatori, provenienti da diverse parti dell’isola, ha riempito ogni angolo della cittadina sicana.

Il territorio chiusese, grazie al suo particolare microclima, rappresenta uno degli areali preferiti da questa coltura. Con una produzione che si attesta suoi 4000 q.li circa, la ciliegia costituisce, per la comunità chiusese, un prodotto di pregio.

Gran parte della produzione è a coltivazione biologica. L’obiettivo degli amministratori locali, ma anche dei produttori, così come emerso nel corso del convegno organizzato sul futuro della ciliegia chiusese, è quello di chiedere il riconoscimento comunitario di indicazione geografica protetta (IGP).

Tre le cultivar locali: la moscatella, la cappuccia e la caddusa. Le prime due sono autofertili, pertanto, la loro impollinazione è incrociata nel senso che il gamete maschile si trova nella cultivar “muscatedda”, mentre il gineceo è inserito nella “cappuccia”.

La cultivar muscatella o muscatedda è costituita da piccoli frutti sferoidali presente in due entità: la “nera” di colore rosso scuro uniforme e la “bianca” di colore rosso chiaro punteggiata di bianco; per la sua facile deperibilità ha uno scarso valore commerciale. La cultivar “cappuccia” presenta dei frutti molto più grossi di colore rosso scuro uniforme. La polpa a maturità   è duracina di sapore dolce lievemente contrastato con un buon bilanciamento tra zuccheri e acidi organici, a suo vantaggio, ha una più lunga conservabili. La “Caddusa” ha un gusto contrastato, non è molliccia, ha aromi propri inoltre e non raggrinzisce.
Le ciliegie hanno delle proprietà salutistiche davvero ragguardevoli. Secondo uno studio americano, pare che la piccola drupa, abbia un effetto benefico sul cuore attraverso un’azione antidolorifica che le renderebbe simili all’acetilsalicilico. Sembra che le sostanze responsabili degli effetti antidolorifici, attribuiti alle ciliegie sono gli antociani, (sali, di solito cloruri) che oltre a conferire la colorazione rosso arancio, rendono questo frutto simili all’aspirina senza però averne gli effetti collaterali.

Hanno altresì importanti proprietà terapeutiche: contrastano l’ipertensione, leggermente lassative e diuretiche, ricche di vitamine, in particolare A e C, e nutrono in modo ottimale durante il periodo estivo perché contengono molti sali minerali (potassio, calcio, ferro) che vengono dispersi con il sudore. Inoltre, sono dietetiche, perché forniscono un medio apporto di zuccheri e proteine ed hanno solo 38 calorie per ogni 100 grammi di prodotto. La ciliegia contiene anche il levulosio uno zucchero molto adatto ai diabetici, risulta per questo sia indicato per gli obesi e i pletorici che possono mangiarne a volontà.

La polpa, inoltre può essere utile per rinfrescare pelli irritate, mentre un decotto di peduncoli può essere usato come lenitivo per pelli screpolate.

Il settore inesplorato riguarda la trasformazione del prodotto, infatti le ciliegie possono essere utilizzate per la produzione di marmellate, sciroppi, succhi, canditi, salse, distillati, sorbetti e mostarde e liquori come maraschino, ratafià, cherry e brandy, prodotti che potrebbero dare un valore aggiunto all’intera produzione.

L’esibizione di un gruppo folcloristico e le note di un duo musicale hanno salutato la sagra.