Cia: la Pac rappresenta il 30% del reddito degli agricoltori

La politica Agricola Comune al centro del dibattito che si è tenuto a Catania, in occasione delle celebrazioni del quarantennale della Confederazione degli Agricoltori Italiani, alla presenza del presidente nazionale Dino Scanavino e Pino Cornacchia, del Dipartimento Sviluppo Agroalimentare. “Ci ritroviamo in Sicilia, da dove allora è partito un grande impulso per la formazione della nuova confcoltivatori – ha ricordato il presidente Scanavino –nata nel 1977 dall’unificazione tra UCI, Alleanza Contadini e Federmezzadri”.

“Abbiamo voluto con forza porre il problema della PAC, che rappresenta il 30% del reddito degli agricoltori”, ha esordito Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia Sicilia Orientale, ad apertura dei lavori. “Un elemento fondamentale di sopravvivenza delle aziende agricole”, ha aggiunto Graziano Scardino, direttore della Cia S.O. A moderare il dibattito, Giosuè Catania, vice presidente vicario Cia S.O. “Ci sono delle criticità che vanno superate– ha detto– come CIA daremo il nostro contributo per ridefinire una nuova PAC per il futuro”.

“Rappresentare oggi gli agricoltori – ha sottolineato il presidente Dino Scanavino – è complesso perché le logiche della globalizzazione tendono a prevalere sulla qualità, in un territorio difficile come quello italiano, dove ci sono infrastrutture adeguate a un’agricoltura moderna”.

“Non si può prescindere da una riflessione politica su come sia stata finora penalizzata la Sicilia– ha commentato Rosa Giovanna Castagna, presidente regionale CIA –Non possiamo confrontarci con un mercato internazionale se non attraverso le nostre specificità”. “Serve una PAC – ha aggiunto Gino Catania – che guardi a un maggiore reddito per il produttore agricolo, a un rafforzamento delle filiere con l’aggregazione del prodotto, a un mercato che sia rispettoso delle identità territoriali”.

Ad entrare nel dettaglio della PAC sono stati il direttore Graziano Scardino e Pino Cornacchia. “Prima esigenza è la semplificazione – ha illustrato Scardino – c’è una oggettiva difficoltà all’accesso dei contributi, pagamenti diretti (Pilastro Uno) e il PSR (pilastro due) molti agricoltori vantano crediti da una pubblica amministrazione che è inefficiente; la Pac si muove ancora su valori di natura storica che si riferiscono agli anni 1999-2001 quando, cioè, gli assetti aziendali erano profondamente diversi da quelli attuali; c’è poi la questione del greening che, vissuto così, non è utile né per l’ambiente né per l’agricoltore; e infine, la questione del nostro organismo pagatore che è la AGEA, ovvero un carrozzone che non è più sostenibile, che riesce a distruggere le imprese agricole”. “E aggiungo una provocazione – dice Di Silvestro – proponiamo che il budget della misura Pilastro Due, 2 miliardi e 200 milioni, che si perdono in mille rivoli, venga fatto confluire nel Pilastro uno”.
Sono intervenuti gli europarlamentari Giovanni La Via, già presidente Commissione Ambiente Parlamento Europeo e Michela Giuffrida, Componente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo. “Ieri si è concluso il trilogo del regolamento Omnibus che contiene delle novità importanti– ha spiegato Giuffrida – Il commissario europeo consegnerà a novembre le linee di azione della PAC, ma dubito che si possa arrivare in tempo alla revisione per questa legislatura”. L’europarlamentare democratica ha inoltre informato dell’avvenuto incontro in mattinata tra il ministro italiano Maurizio Martina il commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan, sui principi della nuova PAC.