G7 Agricoltura, approvata la Carta di Bergamo: “Zero fame entro il 2030”

Il G7 di Bergamo si conclude con l’adozione all’unanimità dell’impegno: “Cinquecento milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030 attraverso impegni concreti dei 7 Paesi”.

E’ questa in sintesi l’auspico dei rappresentanti del G 7 (Italia, Francia, Germania, Giappone, Canada, Regno Unito, Stati Uniti, Unione Europea, Fao, e il commissario europeo per l’Agricoltura Phil Hogan) insieme ai i rappresentanti dell’Unione europea, dell’Unione Africana, di Fao, Ocse, Ifad e World Food Programme (Wto), che hanno sottoscritto con il ministro Maurizio Martina che ha preseduto la manifestazione.

Sono 5 le priorità individuate dal summit che prevedono l’azzeramento della fame nel mondo:
1. difendere i redditi dei produttori agricoli, soprattutto piccoli, dai disastri climatici, con mandato alla Fao per studiare azioni e individuare una definizione comune di eventi catastrofici che oggi manca;
2. aumento della cooperazione agricola, nel continente africano, dove il 20% della popolazione soffre di povertà alimentare;
3. impegno a rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi e nella difesa del ruolo degli agricoltori nelle filiere soprattutto di fronte alle crisi di mercato e alla volatilità dei prezzi;
4. battere con nuove politiche gli sprechi alimentari, che oggi coinvolgono un terzo della produzione alimentare mondiale;
5. adottare politiche concrete per la tracciabilità e lo sviluppo di sistemi produttivi legati al territorio”.

Per il ministro Martina “Il ruolo della cooperazione agricola sarà decisivo per raggiungere questo traguardo, perché la maggioranza delle persone che soffrono la fame vive in aree rurali. La fame è una questione prima di tutto agricola. Per questo abbiamo deciso di aumentare gli sforzi per favorire la produttività sostenibile in particolare in Africa, attraverso la condivisione di buone pratiche per aumentare la resilienza e accompagnare lo sviluppo delle comunità locali. Abbiamo affrontato anche il tema della difesa dei redditi degli agricoltori davanti alle crisi dovute al cambiamento climatico e a quelle economiche, affidando il mandato alla Fao per studiare azioni sul tema”.
A far eco ai membri del G7 è intervenuto Carlo Petrini leader dall’associazione Slow Food movimento di piccole comunità presenti in 150 Paesi del mondo “di riconoscere la piena dignità politica alla questione alimentare, creando di conseguenza uno specifico ministero dell’Alimentazione”.
I Paesi G7 insieme a IFAD, WFP e OCSE hanno concordato di affidare alla Fao il compito di studiare un programma di azioni e individuare una definizione unitaria dell’ambizioso programma.
La due giorni, 14 e 15 ottobre, ha sviscerato le problematiche che si intersecano con il prossimo futuro che riguardano: la sfida a coniugare il cibo e la sostenibilità. Sfida che passa attraverso la tutela del reddito dei produttori di fronte alle crisi di mercato o legate alle calamità naturali e ai cambiamenti climatici, ed il ruolo della cooperazione agricola nella gestione delle migrazioni. Elementi tutti nuovi e improrogabili per la complessa soluzione. Un confronto che ha dato indicazione su cosa fare e chi deve fare in campo agricolo e alimentare per produrre meglio sprecando meno e per garantire livelli di sostenibilità maggiori al futuro dell’agricoltura globale. Non sono mancate le iniziative di contorno con decine di eventi, laboratori e convegni che hanno accompagnato il G7 durante tutta la settimana.