Per la Xylella fastidiosa due nuovi vettori che procurano la diffusione del batterio

Fino ad oggi si è creduto che la diffusione della Xylella fastidiosa fosse dovuta alla sputacchina (Philaenus spumarius), considerata l’unico vettore del batterio.

Studi recenti, condotti da Maria Saponari e Vincenzo Cavalieri dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cordi Bari ed Enza Dongiovanni dell’Istituto Basiie-Caramia di Locorotondo (Bari), confermano l’esistenza di due nuovi vettori del batterio, da tempo sotto esame.

Si tratta della specie Neophilaenus Campestris e Philaenus Italosignus, due insetti che si differenziano, oltre che per dimensione e morfologia, anche per ciclo biologico e comportamento. In questi insetti i tempi di schiusa delle uova non coincidono con quelli della sputacchina e quindi sono necessarie azioni diverse da quelle ora calendarizzate nelle linee guida.

Al fine di evitare forme speculative l’associazione “Voce dell’Ulivo” ha acquistato 200mila piante certificate della cultivar Favolosa per bloccare le speculazioni sull’acquisto di ulivi e tornare a credere in un futuro olivicolo del Salente. Le piantine saranno distribuite, con priorità ai piccoli agricoltori, a un prezzo, franco arrivo piattaforme di distribuzione, di 2 euro. Si tratta di un’azione concreta sul territorio dopo la scoperta delle due cultivar resistenti, Leccino e FS17 (Favolosa), che mira a garantire all’olivicoltore: un basso costo delle piante brevettate, la garanzia di tracciabilità e sanità delle piantine e un supporto logistico e tecnico.

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