Mercato del contadino, in Italia la rete più estesa del mondo

Una rete capillare e diffusa in tutta Italia che consente di concretizzare il concetto di “filiera corta” e portare benefici a consumatori, produttori e, di conseguenza, a tutto il territorio. Sono ormai una grande realtà economica, e anche sociale, i mercati del contadino che si sono diffusi in pochi anni lungo tutto lo Stivale proprio perché permettono questo incontro diretto tra chi produce e chi deve acquistare. L’Italia ha la rete di mercati contadini di vendita diretta più estesa del mondo e ha superato in pochi anni Francia e Usa, secondo un’indagine di Coldiretti/Ixè.

Al produttore vanno i vantaggi economici della vendita diretta senza intermediazione e passaggi che appesantiscono il prezzo finale del prodotto. Al consumatore, invece, la possibilità di acquistare a prezzi più convenienti si associa a quella di poter conoscere l’artefice di quello che sta comprando: verdure, ortaggi, formaggi, miele, carne, frutta, pane, pasta, olio, vino, uova, ecc. Un rapporto umano recuperato che è già garanzia di qualità.

I numeri dimostrano come questa realtà sia ormai parte del tessuto produttivo italiano. La rete Campagna Amica, creata nel 2008 dalla Coldiretti, è composta da oltre mille mercati in tutta Italia ma accanto a essa ci sono molti altri mercati di vendita diretta sui quali non ci sono numeri ufficiali ma che sono ormai presenti in ogni città.

Si tratta di veri e propri punti di aggregazione che non sono solo luoghi di scambio commerciale tra domanda e offerta di cibo, ma anche un luogo di incontro e socialità in cui organizzare eventi ed attività culturali e di intrattenimento. Ad esempio quelli di Campagna Amica garantiscono un ampio numeri di produttori e di referenze, con prezzi giusti costantemente monitorati, aperti ogni settimana, con una proposta basata sulle tipicità locali (agrichef, street food, etc), luogo di socialità intorno al cibo (eventi, didattica, etc), eco-sostenibile e accogliente.

Quasi sei italiani su dieci, il 59%, hanno fatto la spesa dal contadino almeno una volta al mese nell’ultimo anno in frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè. E il fenomeno è sempre più esteso, tanto da superare i numeri della vendita diretta degli ultimi decenni: secondo la Coldiretti infatti, dal dopoguerra mai così tanti italiani hanno acquistato direttamente dagli agricoltori, con una crescita esplosiva nell’ultimo decennio da ricondurre, sottolinea la Coldiretti, all’attenzione per il benessere e per la salute, ma anche alla sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare l’economia e l’occupazione del proprio territorio. “Tutto questo – secondo Coldiretti – ha contribuito a costruire la straordinaria rete, che comprende oltre 130.000 aziende agricole italiane che fanno vendita diretta in maniera prevalente; nei mercati degli agricoltori invece la spesa degli italiani ha superato i 6 miliardi di euro, secondo uno altro studio condotto da Ismea”. I motivi per cui ai consumatori piace comprare ai mercati contadini non sono difficili da delineare: alta qualità dei prodotti, che sono più freschi, saporiti e genuini è sicuramente la principale ragione di acquisto dal produttore, confermata dal 71% degli italiani coinvolti nell’indagine Coldiretti/Ixè, poi le garanzie di sicurezza e la ricerca di prodotti locali, entrambe sul podio delle motivazioni, seguite a ruota dalla convenienza economica.

“Sempre più consumatori acquistano direttamente dai produttori agricoli – sottolinea Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia – È un dato che emerge all’attività dei Mercati Campagna Amica che testimoniano il bisogno di avere un luogo di incontro tra chi produce e i clienti. Accorciare la filiera oggi significa maggiore garanzia ma soprattutto contribuisce a mantenere vivo il tessuto economico”.
Accanto all’esperienza di Campagna Amica ci sono tante altre iniziative che avvicinano consumatori e produttori di cibo. A Palermo, ad esempio, sono presenti diversi mercati del contadino, alcuni aperti anche tutti i giorni. “La nostra associazione – spiega Francesco Scaglione, presidente dell’Associazione di Comitato di mercato degli Agricoltori di Palermo – ha aperto due mercati: uno cinque anni fa in periferia che funziona in maniera classica con la vendita settimanale. Un altro avviato da due anni che si trova in centro città che è aperto tutte le mattine per consentire alle persone di acquistare con costanza senza dover fare il carico di spesa una volta a settimana. In centro abitano molte persone anziane che hanno anche difficoltà a comprare troppi prodotti e poi a consumarli. Da noi hanno la certezza di poter trovare ogni giorno prodotti freschi e genuini”.

Di recente in Sicilia è stata anche approvata la legge che consente di salvaguardare i piccoli sistemi produttivi e mantenere un presidio di agricoltura di dimensione contadina, introducendo la possibilità di trasformare, lavorare e vendere i prodotti all’interno delle stesse aziende oltre che nei mercati locali. Di fatto, con la norma entrata in vigore, il luogo adibito alla di vendita diretta è istituito dai Comuni o autorizzato dai medesimi sulla base di un disciplinare di mercato che regoli le modalità di vendita, finalizzato alla valorizzazione della tipicità e della provenienza dei prodotti venduti. A tal fine, per favorire l’acquisto dei prodotti agricoli che abbiano un legame diretto con il territorio di produzione e di assicurare un’adeguata informazione ai consumatori sull’origine e sulle specificità degli stessi prodotti, sarà cura dei Comuni – nell’ambito del proprio territorio – incentivare la riduzione della filiera.