Ciliegie, a Chiusa Sclafani si celebra la ciliegia con la sagra

Il 15 e 16 giugno 2019 Chiusa Sclafani ospita la 50° Edizione della “Sagra delle ciliegie”. L’ evento celebra il prodotto bandiera della cittadina del Parco dei Monti Sicani, un areale pedoclimatico che consente la produzione del frutto più amato dei consumatori.

Con una presenza di circa 8 mila visitatori si conferma uno degli appuntamenti più interessanti del panorama agroalimentare siciliano. Una manifestazione che ha come obiettivo, non solo la valorizzazione delle ciliegie, ma anche del territorio. L’evento è anche l’occasione per mettere in vetrina gli altri prodotti tipici locali come: l’olio extravergine di oliva, le conserve, la ranza e sciura, i cannoli, i formaggi, ed altre prelibatezze. Insomma, un vero e proprio trionfo di sapori e saperi. La vasta scelta di prodotti è stata arricchita da un intenso programma di intrattenimento culturale adatto a tutte le generazioni. Torna anche la II edizione del concorso “Dolce ciliegia” un concorso di leccornie dedicato al prodotto bandiera locale.

Il territorio chiusese, grazie al suo particolare microclima, rappresenta uno degli areali preferiti da questa coltura. Con una produzione che si attesta suoi 4000 q.li circa, la ciliegia costituisce, per la comunità chiusese, un prodotto di pregio.

La testimonianza della presenza della coltivazione della ciliegia nel territorio chiusese, grazie ad alcuni lasciati in favore del Monastero di Santa Maria del Bosco, si fa risalire alla metà del 1500. Agli inizi del XX secolo, il medico palermitano Giuseppe Pitrè, descrivendo la festa del SS. Crocifisso di Chiusa Sclafani, riportava che ..”nello stesso paese si coltivano delle ciliegie davvero saporite, che vengono mangiate nel periodo della festa”. Nel periodo fascista divenne celebre una canzone, oramai timidamente fissata nei ricordi degli anziani, che annoverando le ricchezze dei paesi dei monti Sicani, inneggiava “a Chiusa pi cirasi boni”. I chiusesi, comunque, da tempo hanno la nomea, affibbiata dagli abitanti dei paesi vicini di “cirasara”. Alla fine degli anni sessanta, si ebbe la vera consacrazione della ciliegia, con l’istituzione della sagra da parte della Pro-loco locale. Da quell’anno in poi, è stato un susseguirsi di iniziative che hanno consentito alla piccola drupa di farsi conoscere e apprezzare in tutta la Sicilia. Grazie ai finanziamenti della “forestazione produttiva” di Agenda 2000 negli ultimi anni nel territorio sono state introdotte altre varietà autofertili. Tra queste hanno trovato condizioni ideali la Ferrovia, Celeste, Van, Stella, e Sweet heart. La vera ciliegia di Chiusa restano gli ecotipi locali: la cappuccia, la muscatedda bianca e russa e la caddusa, dal sapore ineguagliabile.

Gran parte della produzione è a coltivazione biologica. L’obiettivo degli amministratori locali, è quello di far nascere un’associazione di produttori e quindi richiedere il riconoscimento di indicazione geografica protetta (DOP).

Le ciliegie hanno delle proprietà salutistiche davvero ragguardevoli. Secondo uno studio americano, pare che la piccola drupa, abbia un effetto benefico sul cuore attraverso un’azione antidolorifica che le renderebbe simili all’acetilsalicilico. Sembra che le sostanze responsabili degli effetti antidolorifici, attribuiti alle ciliegie sono gli antociani, (sali, di solito cloruri) che oltre a conferire la colorazione rosso arancio, rendono questo frutto simili all’aspirina senza però averne gli effetti collaterali.

Hanno altresì importanti proprietà terapeutiche: contrastano l’ipertensione, leggermente lassative e diuretiche, ricche di vitamine, in particolare A e C, e nutrono in modo ottimale durante il periodo estivo perché contengono molti sali minerali (potassio, calcio, ferro) che vengono dispersi con il sudore. Inoltre, sono dietetiche, perché forniscono un medio apporto di zuccheri e proteine ed hanno solo 38 calorie per ogni 100 grammi di prodotto. La ciliegia contiene anche il levulosio uno zucchero molto adatto ai diabetici, risulta per questo sia indicato per gli obesi e i pletorici che possono mangiarne a volontà. Il settore inesplorato riguarda la trasformazione del prodotto, infatti le ciliegie possono essere utilizzate per la produzione di marmellate, sciroppi, succhi, canditi, salse, distillati, sorbetti e mostarde e liquori come maraschino, ratafià, cherry e brandy, prodotti che potrebbero dare un valore aggiunto all’intera produzione. La polpa, inoltre può essere utile per rinfrescare pelli irritate, mentre un decotto di peduncoli può essere usato come lenitivo per pelli screpolate.

Il territorio chiusese, grazie ad un suo particolare microclima, costituisce uno degli areali preferiti da questa coltura. Con una produzione che si attesta suoi 3800 q.li circa, la ciliegia costituisce, per la comunità chiusese, un prodotto di pregio, grazie anche alle sue caratteristiche peculiari ad alta individuazione. La kermesse è stata arricchita da eventi culturali e musicali, esposizione di stand di prodotti tipici locali e visite guidate.

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