Comparto frutta secca, Fabrizio Trentacoste (M5s) chiede maggiore attenzione

Continua imperterrita l’attività dell’Associazione Regionale Filiera Frutta Secca, formata da produttori, Cooperative, Consorzi di tutela, Organizzazioni produttori, trasformatori, nel recriminare una maggiore attenzione, da parte della politica, per questo comparto produttivo dalle potenzialità economiche e occupazionali di grande interesse.

Per il senatore Fabrizio Trentacoste del Gruppo M5S e membro della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) intervenendo al Senato ha sollecitato una maggiore attenzione per il comparto della frutta secca. “Da tempo, la coltivazione della frutta in guscio rappresenta un importante settore d’investimento per l’agricoltura italiana. Molti imprenditori agricoli, soprattutto nelle regioni del Meridione, hanno impiantato, negli ultimi anni, centinaia di ettari di mandorleti, carrubeti e pistacchieti, dando slancio al settore e creando nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i più giovani.

Ciò è dovuto al maggior uso della frutta in guscio nell’alimentazione, raddoppiato nell’ultimo decennio, anche per il suo riconosciuto valore nutrizionale. La qualità della frutta in guscio prodotta nel nostro Paese risulta, infatti, superiore a quella delle produzioni estere in cui sono, non di rado, presenti agenti patogeni come le aflatossine, ad esempio nella mandorla della California, nella nocciola della Turchia o nel pistacchio iraniano, prodotti spesso con metodi poco rispettosi dell’ambiente: un eccessivo ricorso ai fitofarmaci e un abnorme consumo di risorse.

Sul fronte italiano, nonostante i dati incoraggianti, le aziende del settore lamentano una carente integrazione della filiera tra i soggetti che producono, trasformano e commercializzano frutta secca in guscio.

Questo settore, infatti, non ha seguito il percorso di crescita sviluppato da altri paesi, finendo per risultare non al passo con i tempi e non competitivo a livello internazionale. La quantità e la qualità che il nostro Paese era in grado di offrire, sono state superate dalle produzioni di altri paesi che hanno puntato all’innovazione e a strategie di mercato in grado di far conoscere e apprezzare i loro prodotti nel mondo. È necessario, dunque, tutelare e valorizzare la nostra produzione, promuovendola sui mercati nazionali e internazionali. Ciò potrà avvenire solo attraverso un intervento strategico da parte del Ministero dell’Agricoltura, deputato a sostenere le potenzialità espresse dal comparto della frutta in guscio italiana.

Proprio per questo, mi appello al Ministro Centinaio affinché ponga in essere ogni azione utile a rendere esecutive le indicazioni contenute nel Piano di Settore della frutta secca voluto dal Ministero dell’Agricoltura e approvato anche dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2012, ma purtroppo, rimasto ancora inattuato.