Anche gli agrumi nel mirino di Trump: tasse per arance, limoni e mandarini

Anche gli agrumi siciliani sono nel mirino di Trump perché rientrano tra i prodotti colpiti dei dazi americani. Lo rileva Coldiretti Sicilia che aggiunge come ogni anno dall’Italia vengono esportate negli Usa circa 300 tonnellate di agrumi per un valore di 600 mila euro. Un dato che può sembrare non significativo – aggiunge Coldiretti Sicilia – ma che invece è determinante per chi ha investito in previsione di esportare prodotti unici come le arance rosse. In questo modo per Coldiretti Sicilia vengono anche limitate le potenzialità che derivano dal “Sicilian Sounding”, la scelta cioè dei prodotti regionali e quindi aumenta la possibilità di falsi.

E’ importante l’assenza del vino dalla black list e l’olio d’oliva della pasta e delle conserve che avrebbe penalizzato anche i produttori dell’Isola. Così come ribadito dal presidente nazionale Ettore Prandini per Coldiretti Sicilia è determinante che vengano attivate al più presto forme di sostegno ai settori duramente colpiti e non coinvolti nel settore aerospaziale al centro della disputa sugli aiuti a Airbus e Boeing che ha originato la guerra commerciale.

“Serve un fondo europeo per azzerare l’effetto degli eventuali dazi americani sui prodotti agroalimentari. Mettere a rischio i nostri formaggi, il vino, l’olio, le eccellenze che rappresentano la cultura e l’identità dei nostri territori è inaccettabile. Ora è il momento della diplomazia, bisogna trovare un accordo con l’Amministrazione Trump, perché una guerra commerciale con l’Europa la pagherebbero solo cittadini e imprese. Ma credo sia arrivato il momento per l’Europa di anticipare i problemi, perché fino ad oggi siamo arrivati a intervenire con due o tre anni di ritardo. Quando magari le aziende avevano chiuso. Ecco perché ho scritto al Commissario Hogan per prevedere in ogni caso la creazione di un Fondo Azzeradazi e di valutare ogni azione necessaria anche sulle restituzioni all’esportazione. Siamo davanti a una fase nuova delle relazioni internazionali, non possiamo usare strumenti inadeguati. Servono risposte immediate, perché il rischio è altissimo”. Così l’annuncio della Ministra Teresa Bellanova da Milano, intervenendo alla Tavola rotonda di Confagricoltura sul ruolo dell’agricoltura nello sviluppo sostenibile.

“I dazi che entreranno in vigore per molti prodotti, a partire dal prossimo 18 ottobre, destinati agli Usa rappresentano una mannaia per migliaia di imprese agricoli e di produttori”. Esordisce così il presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi commentando gli sviluppi che hanno portato a tassazioni incrementate anche del 25% su molti prodotti Made in Italy per un importo complessivo di 7,5 miliardi di dollari così come autorizzato dalla Wto.

“I nostri produttori non possono pagare il prezzo di una controversia che si è aperta per l’irregolare elargizione di sussidi europei al costruttore aereo Airbus, una azienda controllata da Germania e Francia tanto per cambiare. Arance, mandarini e clementine subiranno dazi esosi che metteranno a rischio milioni di euro di esportazioni, migliaia di posti di lavoro e la sostenibilità economiche delle aziende agricole che vivono in costante affanno. Il governo si attivi per scongiurare I dazi che potrebbero fare esplodere una macelleria sociale di proporzioni inaudite specie al Sud e in Sicilia in termini di posti di lavoro e fatturato”.

Selvaggi, che è anche presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP, aggiunge: “A chi si dovranno rivolgere I produttori? A questa Unione Europea che li bistratta, che li espone alla concorrenza sleale dei paesi magrebini e che non controlla le frontiere? A chi dovranno rivolgersi per chiedere semplicemente il diritto di poter lavorare? Stiamo parlando delle nostre arance, tutte, in particolare le rosse che rappresentano una eccellenza in tutto il mondo e che dovrebbero essere tutelate dalle istituzioni. Dopo una legge sul capolarato che presenta molte zone grigie penalizzanti per gli imprenditori onesti, dopo lo spauracchio dell’aumento del gasolio per I mezzi agricoli è arrivato l’ennesimo schiaffo. È il momento di dire basta a queste dissennate politiche che stroncano l’industria che rappresenta la tradizione e l’eccellenza italiana: l’agricoltura”-

“Adesso, come ha già giustamente chiesto il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, si proceda ad una trattativa diretta con gli Usa perché a pagare il prezzo di uno scontro su una azienda franco – tedesca non possono essere gli agricoltori e gli imprenditori italiani”.