Bellanova: “Tutelare il reddito degli agricoltori è una priorità. Vogliamo una Pac più giusta”

“Tutelare il reddito di agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani e trasformatori del cibo è il mio primo compito. Dobbiamo farlo innanzitutto in Europa. Stando ai tavoli europei da protagonisti. Siamo l’Italia. E nei primi incontri con i colleghi europei ho avuto modo di ribadirlo: i soldi della Pac non si devono toccare! Per questo vogliamo una Pac più giusta, che guardi anche alle caratteristiche di chi fa qualità nel proprio terreno, non solo alla grandezza della superficie”Così la Ministra Teresa Bellanova.

“Una Pac – ha continuato – che sappia dare valore al ruolo di custode dei suoli dell’agricoltore. Che guardi al 2030 e aiuti l’agricoltura a essere sostenibile sul fronte economico, ambientale e sociale. E vogliamo un’Europa che non ha paura della trasparenza. Da cittadina ho sottoscritto la vostra proposta di legge europea per la massima trasparenza delle etichette. Da ministro è una delle mie prime battaglie politiche. Ho già parlato con il ministro francese per creare un’alleanza e chiedere alla nuova Commissione di estendere la lista dei prodotti con l’obbligo di etichettatura. Iniziamo da quelli sui quali abbiamo già sperimentato con successo in questi anni: latte, formaggi, pasta, riso, derivati del pomodoro. I cittadini hanno diritto di sapere e noi questo diritto lo dobbiamo garantire con la tracciabilità”.

“Cambia il clima, cambia l’agricoltura, cambia l’Italia: è la sfida che ci aspetta e da parte mia garantisco il massimo impegno per vincerla insieme. Sono qui per ascoltare le vostre esperienze, le idee, le proposte per il cambiamento necessario. Sono qui perché dobbiamo rimettere l’agricoltura al centro dell’agenda politica ed economica di questo Paese. l’agricoltura è e deve ancora più essere protagonista della lotta al cambiamento climatico. Senza agricoltura c’è abbandono di un’intera parte d’Italia, c’è spopolamento e c’è dissesto idrogeologico”, ha detto Bellanova.

“Le nostre filiere agroalimentari sono giustamente allarmate per la minaccia di dazi annunciati da parte dell’amministrazione statunitense. Gli Stati Uniti rappresentano il mercato di sbocco più importante per i nostri vini e le produzioni di qualità. Ipotizzare un aumento delle tariffe doganali o altre forme di ritorsione metterebbe in serio pericolo posti di lavoro, imprese, famiglie, interi territori. Penso al pecorino romano, al parmigiano reggiano, al grana padana, alla pasta, all’olio vergine di oliva. E’ necessario e urgente rafforzare il dialogo con l’Amministrazione Usa per scongiurare questo rischio enorme. Ho già scritto al Presidente Conte e al Ministro Di Maio in questo senso, evidenziando l’urgenza di agire preventivamente per ipotizzare un rafforzamento delle politiche di promozione negli Stati Uniti, prevedendo risorse adeguate a comunicare ai cittadini americani la qualità dell’autentico made in Italy, consapevole di come su quel mercato subiamo ogni giorno un vero e proprio furto di identità”, ha continuato la ministra.

“Per rispondere alle giuste domande dobbiamo fare scelte politiche. E il modello agricolo italiano, fatto di multifunzionalità, attenzione per l’ambiente, rispetto delle persone e degli animali può diventare un esempio mondiale. Non partiamo da zero: abbiamo l’agricoltura con le emissioni di gas serra del 36% inferiori ad altri paesi europei, siamo tra i primi per superfici biologiche con 2 milioni di ettari, stiamo lavorando oltre gli standard europei del benessere animale e nell’abbattimento dell’uso di agrofarmaci. Possiamo fare di più e meglio, costruendo insieme le scelte per produrre cibo sano, di qualità e accessibile. Abbiamo tutte le caratteristiche per passare da un’economia lineare, dove il destino finale della produzione è il rifiuto e lo spreco, a un’economia realmente circolare. Perché accada abbiamo bisogno di scelte coraggiose e lungimiranti. Noi siamo i primi a volere un piano serio per la salvaguardia e la promozione dell’ambiente. Ma sul mio tavolo ci sono i dossier su come abbassare le tasse al mondo agroalimentare, non come tagliare i sussidi, anche quelli sul gasolio agricolo. Specialmente in una settimana in cui il prezzo del petrolio è salito del 20% a causa della crisi produttiva in Arabia saudita. Ai miei colleghi al governo dico: non facciamo fughe in avanti, sediamoci nelle sedi preposte, elaboriamo scelte da condividere con le parti sociali, diamo una prospettiva al Paese. Questo governo, non è un mistero, è nato per evitare l’aumento dell’Iva, per aiutare le imprese e le famiglie, per ridare tranquillità e speranza all’Italia. Non certo per mettere tasse agli agricoltori”, ha concluso Bellanova.