La concimazione dell’olivo

Mio nonno diceva che: “Le radici dell’ulivo sentono le campane”. Nonostante questa sacrosanta verità è bene ricordare che l’ulivo è anche una pianta rustica, dotata di un buon apparato radicale in grado di esplorare un ampio volume di terreno.

Purtuttavia, quando si vuole ottenere delle produzioni abbondanti e di qualità la concimazione assume un’importanza strategica.
L’obiettivo della concimazione è quello di reintegrare gli elementi nutritivi utilizzati dall’albero per la crescita dei suoi organi e per le sostanze asportati dal suolo.

L’apporto degli elementi fertilizzanti ha come scopo fondamentale quello di alimentare costantemente la pianta per ottenere la massima risposta produttiva.

Pertanto, la pratica della concimazione dell’olivo evidenzia aspetti di notevole complessità a cui concorrono diversi fattori, ambiti che possono vanificare o ridurre l’efficienza degli apporti di elementi.

Premesso che è sempre bene effettuare le dovute analisi del terreno per costatarne la fertilità, vanno tenute in grande considerazione anche le esigenze nutritive varietale della pianta, oltre alla sostanza secca prodotta, la tecnica colturale, specialmente irrigazione e conduzione del terreno, tutti elementi che condizionano le scelte della concimazione.

Gli elementi minerali principali sono rappresentati dall’azoto, dal fosforo, dal potassio e dal calcio, che sono utilizzati in maggiore quantità, mentre, i rimanenti, come il boro, il ferro, il manganese e il magnesio, vengono impiegati in misura modeste.
Nonostante conosciamo gli elementi minerali su cui concentrare la nostra attenzione, dobbiamo esaminare anche altri due aspetti: quanto e come concimare per sfruttare al massimo il loro potere nutriente.

Gli elementi minerali per una buona concimazione
L’azoto esalta il rigoglio vegetativo e produttivo della pianta, induce la formazione di nuovi germogli, regola la formazione dei fiori, agisce sul­l’allegagione e sullo sviluppo dei frutti.

Le carenze di azoto determinano un a minore attività di crescita, anomalie fiorali, produzioni più scarse ed alternanti. Ma anche l’eccesso di azoto risulta alquanto nocivo, poiché la pianta, oltre a ritardare la maturazione, si mostra più sensibile al freddo ed agli attacchi parassitari. L’olivo ha maggiori esigenze d’azoto nelle fasi di fioritura ed indurimento del nocciolo; in genere assorbe azoto in discrete quantità e quindi sia nella concimazione d’allevamento, che in quella di produzione ne richiede congrui apporti.

Molti studi scientifici asseriscono che la massima esigenza di azoto è concentrata dal risveglio vegetativo fino all’indurimento del nocciolo. La carenza si manifesta attraverso uno stentato sviluppo del­la pianta, minore fioritura, produzione scarsa ed alternante. Attenzione, comunque, al periodo di concimazione. Infatti, una concimazione azotata anticipata può provocare un rigoglio vegetativo precoce, esponendo gli alberi a gelate tardive; mentre se è tardiva può influenzare negativamente fioritura e allegagione. Inoltre, il pericolo risiede nell’eventualità di una piovosità intensa e prolungata che provocherebbe il dilavamento delle sostanze alimentari. E’ questa la ragione per cui, in un’ottica di olivicoltura moderna e razionale, sempre più spesso la concimazione azotata viene integrata con fertilizzazioni fogliari.

Il fosforo e il calcio regolano la crescita della pianta, anche se gli ef­fetti si osservano con molta lentezza, in quanto l’olivo ne assorbe in mo­deste quantità. La carenza di fosforo si manifesta con risultati negativi sullo sviluppo vegetativo e produttivo dell’olivo. Il fosforo regola l’accrescimento e la fruttificazione; raramente però se ne riscontrano carenze od eccessi. In relazione poi alle limitate esigenze nutritive dell’olivo ed ai lenti e non sempre rilevabili effetti degli apporti fosfatici, si tende a fare modeste concimazioni fosfatiche.

Il potassio regola il consumo idrico, promuove l’accumulo di sostanze di riserva, induce la pianta ad una maggiore resistenza ad eccessi termici e a malattie fungine; viene assorbito in quantità elevate.

Il calcio è l’elemento assorbito in maggiori quantità dall’olivo, ma essendo presente nel terreno, non viene, se non raramente, somministrato tramite le concimazioni.

Il ferro, il boro ed altri microelementi, pur assumendo un’importante funzione nella nutrizione minerale dell’olivo, non sono in genere apportati tramite concimi chimici; negli ultimi anni comunque si ricorre sempre più spesso ad una concimazione fogliare in pre-fioritura a base di boro, questo per aumentare la percentuale di allegagione.

E’ abbastanza noto che gli elementi nutritivi indispensabili per l’olivo sono sicuramente azoto e potassio, dato che può essere evidenziato dal reintegro secondo la formula 3 – 1 – 3- ovvero l’olivo ha bisogno del triplo di azoto e potassio rispetto al fosforo”.
Per quanto riguarda i valori del calcio, del magnesio, del boro e del ferro, quando risultano ottimali, non si effettua nessun intervento.
L’attività di assistenza tecnica della Regione Siciliana, nel corso degli anni, ha potuto rilevare le seguenti informazioni:

Asportazioni medie di elementi minerali in Kg/ha per anno:
Azoto (N) kg/ha 36 – 54
Fosforo (P2O5) kg/ha 10 – 20
Potassio (K2O) kg/ha 40 – 60
Tali quantitativi sono quelli più ricorrenti nei nostri terreni e variano in funzione della produttività. L’asportazione del calcio è pari a quella del potassio.

Concimazione di produzione
Concimazione di oliveto condotto in asciutto
Azoto (N) kg/ha 100
Fosforo (P2O5) kg/ha 50
Potassio (K2O) kg/ha 120
Questi elementi nutritivi vanno distribuiti su tutta superficie di terreno (gennaio/febbraio), facendo seguire una lavorazione profonda di 15 – 20 cm.

Concimazione di oliveto condotto in irriguo
Azoto (N) kg/ha 130
Fosforo (P2O5) kg/ha 50
Potassio (K2O) kg/ha 120

Vanno distribuiti in inverno (gennaio/febbraio) su tutta la superficie di terreno (irrigazione a pioggia), sotto la proiezione della chioma (irrigazione localizzata), interrandoli.
L’apporto di azoto, deve essere frazionato in due soluzioni, una prima parte (50%), insieme al fosforo e potassio in inverno, mentre l’altra all’inizio dell’estate (giugno) subito dopo l’allegagione, sotto forma ammoniacale e nitrica.

Concimazione organica
E’ consigliabile eseguire una concimazione organica ogni 2-3-anni ricorrendo al sovescio di favino.

Bibliografia utilizzata:
Articolo completo pubblicato su Olivo e Olio n. 3/2019
Soat n. 78 Castelvetrano, Razionalizzazione della tecnica colturale dell’olivo nella Valle del Belice, Regione Sicilia, Castelvetrano, 2000, pag. 32, 33,34.
Baldini E., Coltivazione arboree, ed. Ciueb, Bologna, 1981.
Fontanazza G., Olivicoltura intensiva meccanizzata, Edagricole, Bologna, 1993.