Pasta made in Italy, consumi in crescita del 29%

Cresce del 29% il consumo di pasta Made in Italy. In sintesi, 8 italiani su 10 (82%) in coincidenza dell’ emergenza Covid ritengono sia importante sostenere l’economia e l’occupazione nazionale anche nel momento di fare la spesa. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Ismea relativi ai primi sei mesi dell’anno.

“Un successo che si contrappone con anni di disattenzione e abbandono che nell’ultimo decennio hanno portato alla scomparsa di 1 campo su 5 dopo con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati con effetti dirompenti sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente. Una situazione aggravata – continua Coldiretti – dalla concorrenza sleale delle importazioni dall’estero soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore nel nostro Paese”.

Ed inoltre: “Sono risultate in aumento del 57% nei primi nove mesi del 2020 le importazioni di grano duro per fare la pasta dal Canada dove – denuncia Coldiretti – non sono rispettate le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese e sia trattato con la possibilità di utilizzare erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole”.