Agroalimentare e Zootecnia

Latte ovino, dalla Sicilia parte la rivolta contro la speculazione

Nel cuore dei Monti Sicani, a Castronovo di Sicilia, è stato siglato un accordo che punta a cambiare le regole del mercato lattiero-caseario nell’isola. Sindaci, produttori e rappresentanti di categoria hanno firmato il “Manifesto dei Sicani e del Vallone”, un documento programmatico in sette punti nato per dire basta alle oscillazioni selvagge dei prezzi e allo sfruttamento degli allevatori.

L’iniziativa, che ha visto la partecipazione della storica Cooperativa di Manciano (Toscana) come modello di aggregazione vincente, è già in viaggio verso Roma per essere discussa nelle aule di Camera e Senato.

Il Manifesto in 7 punti: le nuove regole del gioco

Il documento non è solo una protesta, ma un piano operativo per salvare un comparto che in Sicilia vale circa 500 milioni di euro annui. Ecco i pilastri della proposta:

1. Contratti scritti obbligatori: Prezzi e tempi di pagamento devono essere stabiliti prima dell’inizio della raccolta del latte.
2. Prezzo equo e remunerativo: Il compenso deve coprire i costi di produzione (attualmente stimati tra 1,2 e 1,5 €/litro) e garantire un margine di profitto.
3. Lotta alla speculazione: Stop a intermediari parassitari e decisioni unilaterali sui prezzi.
4. Aggregazione dei produttori: Unirsi per avere più potere contrattuale di fronte ai trasformatori industriali.
5. Presidio politico: Tavoli permanenti tra allevatori, industria e istituzioni.
6. Innovazione e Tracciabilità: Valorizzazione del latte tramite certificazioni DOP e tecnologia blockchain.
7. Clausola di verifica: Tra sei mesi i firmatari monitoreranno l’efficacia delle misure, minacciando il blocco dei conferimenti se le regole non verranno rispettate.

Perché la crisi non è più sostenibile

Nel 2026, la situazione nelle campagne siciliane è drammatica. Mentre i costi dei mangimi e dell’energia sono volati del 30%, il prezzo del latte è crollato sotto la soglia di 1 euro al litro. Senza un intervento strutturale, si stima che il 20% delle aziende del settore potrebbe chiudere entro il prossimo anno.
“Il produttore deve sapere quanto verrà pagato prima ancora di mungere,” hanno dichiarato i promotori dell’iniziativa. “Senza contratti certi, l’allevatore è nudo di fronte alla speculazione.”

Prospettive future

Il Manifesto punta a trasformare la Sicilia da terra di “prezzi imposti” a modello di eccellenza rurale. Grazie al supporto di parlamentari come Aldo Mattia e Luca De Carlo, la proposta mira a diventare una norma nazionale, estendendo l’obbligo dei contratti scritti a tutto il territorio italiano per proteggere l’economia rurale e la qualità del Made in Italy.