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Generazione Terra 2026: finanziamenti fino al 100% e mutui agevolati per under 41, con una dotazione di 120 milioni di euro

Nel panorama delle politiche agricole italiane, il rilancio di “Generazione Terra” per il 2026 segna un passaggio cruciale nella strategia di rafforzamento del tessuto imprenditoriale rurale. La misura, promossa da ISMEA in coerenza con le linee guida del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, punta a favorire l’accesso alla terra da parte dei giovani e a sostenere concretamente il ricambio generazionale nel settore primario.

A sottolinearne la portata è il Ministro Francesco Lollobrigida, che evidenzia come la misura consenta ai giovani di acquisire terreni agricoli con finanziamenti fino al 100%, superando una delle principali barriere all’ingresso nel settore. «Dare terra ai giovani è una scelta sì economica, ma soprattutto strategica», afferma il Ministro, richiamando il ruolo centrale dell’agricoltura nella sovranità alimentare e nella tutela delle eccellenze del Made in Italy.

Struttura e caratteristiche della misura

“Generazione Terra” si distingue nel contesto europeo per il ricorso al patto di riservato dominio: un meccanismo attraverso cui ISMEA acquista i terreni e li assegna ai beneficiari, che ne diventano proprietari al termine del piano di rimborso. Il modello prevede un periodo di preammortamento di due anni e un mutuo fino a 30 anni, con condizioni flessibili e possibilità di rinegoziazione del tasso dopo almeno cinque anni, qualora migliorative.

La misura è rivolta a giovani under 41 già attivi nel settore agricolo, interessati ad ampliare la propria azienda, ma anche a nuovi imprenditori agricoli, purché dotati di adeguata esperienza o formazione. L’intervento finanziario può raggiungere i 1,5 milioni di euro, mentre per gli startupper con titolo di studio il limite è fissato a 500 mila euro.

Incentivi e focus sulle aree interne

Un elemento qualificante dell’edizione 2026 è il rafforzamento del sostegno alle aree interne e montane, riconosciute come presidio fondamentale per la tenuta socioeconomica e ambientale del Paese. A queste aree è destinato il 10% delle risorse complessive, pari a una dotazione totale di 120 milioni di euro.

Per i giovani startupper è inoltre previsto un premio di primo insediamento fino a 100 mila euro, erogato sotto forma di riduzione delle prime rate del mutuo e modulato con maggiore intensità proprio nei territori più fragili.

Impatto e risultati della misura

Dal 2011 a oggi, “Generazione Terra” ha già prodotto risultati significativi: 765 operazioni fondiarie concluse, per un totale di circa 27 mila ettari e un valore complessivo delle transazioni pari a 483 milioni di euro. Numeri che testimoniano l’efficacia dello strumento nel facilitare l’accesso alla terra e nel sostenere la crescita di nuove imprese agricole.

Secondo il Presidente di ISMEA, Livio Proietti, e il Direttore Generale Sergio Marchi, la misura rappresenta «uno strumento fondamentale» per aiutare i giovani a superare le difficoltà iniziali, in particolare quelle legate al capitale fondiario.

Tempistiche e modalità di accesso

I criteri operativi saranno pubblicati a breve sul sito ISMEA, mentre il portale per la presentazione delle domande sarà aperto dal 22 aprile al 19 giugno 2026. Un arco temporale che richiederà agli aspiranti beneficiari una pianificazione attenta dei propri progetti imprenditoriali.

Una visione di lungo periodo

Al di là degli aspetti tecnici e finanziari, “Generazione Terra” si inserisce in una visione più ampia di politica agricola: contrastare l’abbandono delle campagne, valorizzare il capitale umano giovanile e garantire continuità produttiva in un settore strategico per il Paese.

In un contesto segnato da sfide globali – dai cambiamenti climatici alle tensioni sulle filiere alimentari – facilitare l’ingresso dei giovani in agricoltura significa investire non solo nella competitività del comparto, ma anche nella resilienza e nell’identità dei territori rurali italiani.