Associazione Produttori Latte Ovino “Busambra”: lettera aperta alle Organizzazioni di categoria del settore agricolo e zootecnico della Sicilia. Assemblea dei soci giovedì 1 ottobre alle ore 19 a Filaga (Prizzi)
Pubblichiamo con piacere la lettera del Presidente Giorgio Accomanno, dell’Associazione Produttori Latte Ovino “Busambra”, inviata a tutte le organizzazioni di categoria del comparto agricolo e zootecnico della Sicilia. Un documento che pone all’attenzione del mondo agricolo e delle istituzioni alcune delle principali problematiche che interessano il comparto ovino siciliano e che richiama la necessità di un confronto serio, condiviso e costruttivo sul futuro della nostra zootecnia. La tutela degli allevatori, la valorizzazione del latte e dei suoi derivati, la salvaguardia del patrimonio zootecnico e il mantenimento delle attività agricole nelle aree rurali rappresentano temi che riguardano non soltanto gli operatori del settore, ma l’intera economia e identità del territorio siciliano. Dare voce agli allevatori significa contribuire a costruire una prospettiva per l’agricoltura e la zootecnia siciliana. Per questo riteniamo importante diffondere e far conoscere il contenuto della lettera, favorendo una riflessione e un confronto tra tutte le componenti del settore.
Alle Organizzazioni di categoria del settore agricolo e zootecnico della Sicilia
“Non si può disconoscere il ruolo che le organizzazioni di categoria hanno avuto nella nostra regione. Lo ricordiamo bene: le assemblee affollate, le manifestazioni, la capacità di sedersi ai tavoli che contavano e di tornare a casa con risultati concreti. La Coldiretti, la CIA, la Confagricoltura radicate nei territori, attive nelle sezioni comunali, capaci di far sentire ogni agricoltore parte di qualcosa di più grande. I governi del momento sapevano che non potevano permettersi di ignorare la categoria. Non si risolveva sempre tutto, ma c’era una certezza: nessuno si sentiva solo.
Oggi quella stagione sembra lontanissima.
In Sicilia, la coltivazione del grano duro è quasi scomparsa. L’allevamento delle vacche da latte è ridotto ai minimi storici. Gli allevamenti ovini sono in dirittura d’arrivo verso la stessa fine. Le vigne e gli oliveti arrancano. Un patrimonio costruito in secoli di lavoro si sta dissolvendo in pochi anni, sotto i colpi combinati della speculazione, dell’assenza di regole certe e di una classe politica che ha sostituito le riforme strutturali con sussidi occasionali, convegni, sagre e promesse elettorali.
I numeri parlano da soli. In Sicilia il latte ovino viene pagato €1,20 al litro (al di sotto dei costi di produzione) mentre nel resto d’Italia la media supera €1,45. Non è una congiuntura sfavorevole: è il risultato di anni di speculazione indisturbata, resa possibile dall’assenza di contratti obbligatori, di prezzi di riferimento vincolanti, di qualsiasi strumento di tutela per chi produce. Nel frattempo i prodotti caseari sugli scaffali della grande distribuzione vengono venduti con ricarichi a tre cifre. Chi guadagna non è l’allevatore. Non è nemmeno il consumatore.
Eppure qualcosa si muove. L’Associazione Produttori Latte Ovino “Busambra” ha presentato mesi fa all’Assemblea Regionale Siciliana e a tutti i gruppi parlamentari un pacchetto di proposte legislative strutturali: contratti di filiera obbligatori, un indice regionale dei costi di produzione, un Osservatorio dei mercati agrozootecnici, un Fondo di stabilizzazione del reddito, il riconoscimento normativo della funzione ambientale degli allevatori. Il gruppo parlamentare del PD ha recepito quelle proposte e le ha tradotte in un Disegno di Legge. È un primo passo concreto, il primo da anni.
Ma un DDL da solo non basta. Ha bisogno di essere discusso, migliorato, allargato al grano, alla carne, al vino, all’olio, alla frutta, e soprattutto ha bisogno di una voce corale che lo sostenga. Ha bisogno di voi.
Alle Organizzazioni di categoria diciamo con rispetto, ma con chiarezza: è il momento di ritrovare quella unità che un tempo era la vostra forza. Non per chiedere sussidi. Non per partecipare all’ennesimo convegno. Ma per pretendere, insieme, riforme che cambino davvero le regole del gioco.
Se l’agricoltura e la zootecnia siciliana scompaiono, le conseguenze non saranno solo economiche. Saranno ambientali, meno pascolo significa più territorio abbandonato, più rischio incendi, più dissesto idrogeologico. Saranno sociali. Interi paesi delle aree interne perderanno l’ultima ragione per restare abitati. Saranno irreversibili.
Come primo passo concreto, giovedì 1 ottobre alle ore 19 a Filaga di Prizzi si terrà un’assemblea aperta a tutti gli operatori del settore agrozootecnico. Un’occasione per ritrovarsi, confrontarsi, costruire insieme una posizione comune.
Non è tempo di attendere. È tempo di cambiare rotta. Subito”.
Giorgio Accomando
Presidente, Associazione Produttori Latte Ovino “Busambra”

