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Ristrutturazione e riconversione dei vigneti: ecco il bando che stanzia 20 milioni di euro

Venti milioni di euro per ristrutturare e riconvertire i vigneti: a tanto a monta la dotazione finanziaria del bando relativo nell’ambito del Piano regionale di ristrutturazione e riconversione dei vigneti, bando che è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana lo scorso 14 febbraio 2014. Il regime di aiuti prevede l’intervento pubblico per la realizzazione di progetti aziendali di ristrutturazione e di riconversione dei vigneti ricadenti nel territorio regionale ed in alcune zone “Riserve DOC” delimitate dai disciplinari di produzione delle DOC Etna, DOC Faro, DOC Pantelleria, DOC Malvasia delle Lipari (per gli interi territori di produzione delimitati dal disciplinare di produzione), DOC Marsala e DOC Mamertino di Milazzo (per queste ultime due solo parte del territorio delimitato dal disciplinare di produzione). Vengono inclusi anche i progetti per coloro che utilizzano terreno confiscati alla mafia.

L’obiettivo del piano è la diversificazione varietale con l’introduzione di vitigni miglioratori e valorizzazione degli autoctoni di pregio; ristrutturazione dei vigneti al fine di renderli parzialmente o totalmente meccanizzabili; sostituzione della forma di allevamento a tendone con la forma a spalliera.

Le operazioni di riconversione e ristrutturazione ammesse sono

–          la riconversione varietale che consiste nel reimpianto sullo stesso appezzamento o su un altro appezzamento, con o senza la modifica del sistema di allevamento, di una diversa varietà di vite, ritenuta di maggior pregio enologico o commerciale; nel sovrainnesto su impianti ritenuti già razionali per forma di allevamento e per sesto di impianto e in buono stato vegetativo.

–          la ristrutturazione, che consiste nella diversa collocazione del vigneto attraverso il reimpianto del vigneto stesso in una posizione più favorevole dal punto di vista agronomico, sia per l’esposizione che per ragioni climatiche ed economiche; nel reimpianto del vigneto attraverso l’impianto nella stessa particella ma con modifiche al sistema di coltivazione della vite;

–          il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti attraverso operazioni di razionalizzazione degli interventi sul terreno, delle forme di allevamento, ecc. esclusa l’ordinaria manutenzione. In particolare, la trasformazione tesa a rendere meccanizzabile un vigneto allevato a spalliera già esistente con la sostituzione della struttura di sostegno, con eventuale sovrainnesto;

Il numero di ceppi minimo sarà di 3.200 piante per ettaro per gli impianti con forma di allevamento a controspalliera e di 4.000 per la forma di allevamento ad alberello. Per quanto riguarda il sovrainnesto lo stesso sarà attuabile nel caso in cui la varietà presente: non è più idonea per la produzione di un vino di qualità; non rientra tra quelle ammesse dal disciplinare di produzione del vino a DOC o ad IGT della zona in cui è ubicato il vigneto; non è in linea con le scelte produttive dell’azienda nonché di collocazione del prodotto sul mercato. Il sovrainnesto sarà possibile solo su vigneti di età non superiore ai 10 anni e con un numero di ceppi per ettaro minimo di 3.000, a condizione che non siano stati oggetto di

finanziamento a qualsiasi titolo nelle ultime cinque campagne.

Per quanto riguarda il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti le stesse saranno attuabili nel caso di vigneti esistenti, di età non superiore a 10 anni (es. trasformazione tesa a rendere meccanizzabile un vigneto allevato a spalliera già esistente con la sostituzione della struttura di sostegno, con eventuale sovrainnesto).

Gli impianti irrigui, da destinare ad eventuali irrigazioni di soccorso (composti da motopompa, tubazioni interrate, ali gocciolanti, gocciolatoi, etc.), potranno essere finanziati se previsti nella realizzazione di nuovi impianti, o come miglioramento delle tecniche di gestione di vigneti esistenti di età non superiore ai 5 anni e con un numero di ceppi per ettaro minimo di 3.750 a condizione che siano in regola con la normativa di settore e con le autorizzazioni necessarie (sia per gli invasi che per gli attingimenti). Gli impianti irrigui verranno finanziati qualora progettati nel rispetto di quanto previsto dai disciplinari di produzione della zona, siano essi ad IGT o a DOC. L’impianto irriguo è finanziabile solo ed esclusivamente a servizio del vigneto, e non di altre colture presenti in azienda.

Per quanto riguarda le varietà saranno finanziati piani che prevedono l’utilizzazione delle varietà “idonee alla coltivazione” nel rispetto dei disciplinari di produzione delle IGT o delle DOC, ad esclusione del Trebbiano Toscano, come si evince dalla seguente tabella:

 

tabella ristrutturazione vigneti

 

I progetti dovranno inoltre, rispettare dei parametri relativamente alle superfici minime e massime. In particolare, per i progetti presentati da singoli imprenditori si va da un minimo di 1,5 ettari a un massimo di

12 ettari, per quelli presentati da piccole cooperative, società semplici, società di persone e società

di capitale si va da 2 a 25 ettari, infine per i progetti delle Cantine Cooperative si va da 20

ettari a 220 ettari per progetto. Per i progetti proposti da Cooperative, la superficie massima non potrà in ogni caso superare il 20% di quella intercettata complessivamente dai soci.

Per le “Riserve DOC” i parametri di superfici minime e massime sono così determinati: 0,30-6 ettari (progetti singoli), 1-15 ettari (piccole cooperative, società semplici, società di persone e società

di capitale) e 5-40 ettari (cantine cooperative), 2-5 ettari (per la Riserva L. 109/96).

Saranno finanziati prioritariamente i progetti inseriti nelle graduatorie definitive delle “Riserve

DOC”, poi i progetti inseriti nelle graduatorie definitive dei progetti fuori Riserva.

Il sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti sarà erogato nelle forme seguenti: compensazione ai produttori per le perdite di reddito conseguenti all’esecuzione della misura fino al 100% e contributo ai costi di ristrutturazione e di riconversione fino al 100%.

La domanda di partecipazione potrà essere presentata esclusivamente per via telematica ai CAA di

riferimento o dai tecnici abilitati ed autorizzati dal responsabile delle utenze regionali alla

compilazione sul portale SIAN, utilizzando le funzionalità on-line messe a disposizione

dall’AGEA sullo stesso portale.

La domanda dovrà risultare compilata e presentata dai CAA o dai tecnici abilitati entro il 28 febbraio 2014. Le ditte, entro il 7 marzo 2014, dovranno trasmettere copia delle domande e degli allegati all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura competente per territorio.