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Campionato regionale di potatura dell’olivo a vaso policonico

potatura ramacca 2014 BÈ ampiamente condivisa l’opinione che la più importante leva motivazionale umana sia la competizione; ed è per questo che il servizio divulgazione dell’Assessorato regionale dell’agricoltura della Sicilia organizza, oramai da tre anni, un meeting itinerante con lo scopo di diffondere la forma di allevamento dell’olivo a Vaso policonico. Quindi, con rinnovato spirito competitivo, lo scorso 21 marzo a Ramacca, nel cuore dell’agrumicoltura catanese, dove però l’olivicoltura sta assumendo una sempre maggiore rilevanza, si è svolta la terza edizione dell’atteso campionato regionale di potatura de

Ad ospitarla l’Azienda Agricola Arena, dei fratelli Giuseppe e Michelangelo, che pur non abbandonando le tradizionali colture dell’area, dichiarano di puntare decisamente all’olivicoltura di qualità perché, anche in un periodo difficile per l’agricoltura, l’olio extra vergine di oliva trova ancora favorevoli condizioni di mercato. Invece, le due precedenti edizioni erano state, rispettivamente, ospitate a Vicari (PA) e a Castelvetrano  (TP).

Come in precedenza, la competizione è stata organizzata dall’Unità operativa specializzata olivicoltura e colture mediterranee e dalla SOAT di Lercara Friddi, quest’anno coadiuvata dalla SOAT di Ramacca. Anche questa edizione ha avuto la rilevante collaborazione del prof. Tiziano Caruso del Dipartimento di scienze agrarie e forestali dell’Università di Palermo. Per la giornata informativa sono stati coinvolti i professori Davide Neri e Primo Proietti, rispettivamente, dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Università di Perugia che hanno messo a disposizione tutta la loro esperienza maturata in anni di attività nella gestione dell’olivo con la forma del Vaso policonico.

Fondamentale il sostegno degli sponsor, a cominciare dall’Associazione produttori olivicoli di Catania (APO) che, con il suo presidente, Gino Catania, ha dato una grande collaborazione, anche nella parte logistica. Un contributo fondamentale è stato fornito inoltre dalle Acli Terra Sicilia, attraverso il suo presidente regionale Nicola Perricone, dalla ditta Maniscalco Irrigazioni di Sciacca e dalla Bahco Italia, azienda leader nel settore delle attrezzatura per l’agricoltura. Si ringraziano, ancora, le ditte RI.M.A. di Bolognetta (Palermo) e Tenuta Rocchetta di Castelvetrano (Trapani).

Questa terza edizione del campionato ha fatto registrare la partecipazione di diciannove concorrenti, provenienti da tutta la Sicilia, che si sono sportivamente sfidati,  a suon di forbici e seghetto, dopo aver seguito con grande attenzione l’illustrazione della prova teorico-pratica e gli obiettivi dell’azione effettuata dai relatori e dai componenti della giuria.

Il regolamento di gara, analogo a quello nazionale, consiste nel potare tre piante senza l’ausilio di scale e senza salire sulla pianta, pena la squalifica.

È consentito esclusivamente l’uso di attrezzature manuali, vale a dire: forbici, seghetto, svettatoio e seghetto su prolunga. I concorrenti devono eseguire rigorosamente il lavoro di potatura in un tempo massimo complessivo di trenta minuti.

Alla fine della gara, una giuria di cinque componenti tra cui: Davide Neri, Primo Proietti, Tiziano Caruso, e Francesco Bruscato, regolamento alla mano, hanno valutato il lavoro eseguito su ciascuna pianta, assegnando un punteggio variabile da 0 a 4 per ognuna delle seguenti voci: conformazione delle cime, conformazione delle branche primarie e secondarie, l’equilibrio vegeto-produttivo e la valutazione complessiva riguardante il lavoro svolto dal concorrente sulla pianta in esame.

Ad aggiudicarsi il posto più alto del podio Daniele Barresi di Scordia (CT), che ha realizzato il punteggio di 53/60; seguito da Angelo Laurino di Riesi (CL), con il punteggio di 45/60 e da Antonino Schepisi di Patti (ME), con 41/60. Hanno invece realizzato il punteggio minimo di 36/60, richiesto per accedere al campionato nazionale, in ordine decrescente: Antonino Debilio di Riesi (CL), Giorgio Collura di Prizzi (PA), Alessandro Alberghina di Ramacca (CT) e Santo Bono di Sciacca (AG).

Per Daniele Barresi, si è trattato di un ulteriore miglioramento e allo stesso tempo di una riaffermazione considerato che nelle due precedenti edizioni, si era classificato terzo. Ottima la prestazione di Angelo Laurino e Antonino Schepisi che, da esordienti, hanno ottenuto un’eccellente posizione. Ottimo anche Giorgio Collura, esperto della manifestazione, anche se rimasto fuori dal podio. Altrettanto buona la prova di Santo Bono che ha migliorato di molto la sua performance con un punteggio più alto rispetto alle precedenti esibizioni.

Il comitato organizzatore auspica che per la prossima edizione si possa procedere con le preselezioni interprovinciali e si possa arrivare alla costituzione di un Elenco regionale degli esperti potatori, da realizzare sotto l’egida della Regione Siciliana.

Leonardo Catagnano

Dirigente UOS Olivicoltura e coltura mediterranee

Dipartimento Regionale Agricoltura, Regione Siciliana

 

La scheda – Il Vaso Policonico

È una forma di allevamento concepita per l’olivo negli anni ’30 da studiosi del calibro di Roventini e Tonini che proposero il sistema negli oliveti della costa tirrenica della Toscana e in Umbria, con risultati che si rivelarono al tempo sorprendenti. Consiste, in sintesi, nel individuare sulla pianta 3-4 branche primaria e, su ciascuna di queste, la cima; ossia, il prolungamento della branca che dovrà avere la funzione di regolare il flusso linfatico ascendente e, quindi, anche la distribuzione delle sostanze nutritive sulle brache secondarie e fruttifere. Ogni branca primaria dovrà avere la forma di un cono rovesciato con l’apice leggero e la base sempre più “piena”, nel verso alto/basso. Dalle branche primarie si svilupperanno le brache secondarie che dovranno essere ben distanziate per aumentare il più possibile la superficie fogliare elaborante (LAI). Il sistema punta a sostituire la forma ad “ombrello”, molto diffusa in alcune aree della Sicilia, che si presenta “acefala”, dove la chioma si sviluppa orizzontalmente, determinando squilibri vegetativi, un precoce invecchiamento delle brache primarie, per eccessiva esposizione alla radiazione solare, alti costi della potatura, specialmente se la stessa non è annuale, a causa degli impegnativi e lungi interventi di pulitura dei numerosi succhioni che si sviluppano soprattutto sulle brache primarie. La forma sarebbe anche la più adeguata per la diffusione della raccolta con scuotitore da tronco per una più efficiente distribuzione dell’energia diffusa dal braccio meccanico.

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