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Montemaggiore Belsito: sagra dell’olio e della mandorla

Dal 11 al 13 novembre 2022 Montemaggiore Belsito festeggia due prodotti bandiera del suo territorio: l’olio extravergine di oliva e la mandorla. L’olio extravergine costituisce il fiore all’occhiello della realtà produttiva della cittadina delle Madonie; ricco di fruttato, in un territorio di media collina, poco antropizzato esprime una produzione di eccellenza che non teme confronti con altri prodotti di altri territori.L’altro vanto cittadino è la mandorla “Pizzuta “, da cui prende il nome dal classico becco a corvo, dolce e dal gusto intenso esclusivamente autoctona, coltivata sulle armoniose colline e lavorata sapientemente da preparatissimi giovani e imprenditori artigiani locali, tostata trasformata in deliziosa crema da spalmare, ma anche utilizzata per i classici torroni.Ma il territorio, così come ha detto il sindaco del comune Antonio Mesi nel programma di Alessandro Matalone “Gusto rosanero” ha altri suoi gioielli: “i funghi e gli asparagi”.Il “Pleurotus eryngii” è un fungo commestibile molto ricercato ed apprezzato, dal gradevole odore di pasta di pane, mentre gli asparagi Asparagus officinalis, è una pianta erbacea perenne, con la forma allungata, consistenza carnosa e sapore delicato che ricorda quello del carciofo. Superba è la basilica di Sant’Agata Vergine e Martire, il tempio custodisce il dipinto la Sacra Famiglia raffigurata con Sant’Anna e San Gioacchino, opera attribuita a Filippo Randazzo; il dipinto Crocifisso con le Anime Sante del Purgatorio, opera di Vincenzo La Barbera del 1628; la Madonna dell’Udienza, statua marmorea di scuola gaginesca del 1629; troviamo altri chiese di grande valore artistico come la Chiesa della Madonna dell’Itria (Badia), Chiesa di Maria Santissima delle Grazie, Chiesa di San Giuseppe, ecc. Ed inoltre il palazzo del Principe, in un atto del 1634 è documentato come sede di monastero di religiose dell’Ordine benedettino e palazzo Saeli, costruzione edificata tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 in stile neo rinascimentale.Il territorio è impreziosito, oltre che dai beni monumentali e culturali, anche dalla Riserva naturale orientata Bosco di Favara e Bosco Granza, dominata dal monte Soprana a 1127 metri s.l.m. dove si possono trovare sassi coperti di licheni, indice della qualità dell’aria. Un’area dominata da sughere, roverelle, ornielli e lecci, con un sottobosco composto dal prugnolo, il biancospino, il melo selvatico, l’asparago spinoso, il pungitopo, il pero mandorlino, cespugli fioriti di citiso trifloro, simile alla ginestra. Nei prati troviamo il ciclamino primaverile e lo zafferanetto ramoso. Significativa la vegetazione palustre e lacustre nei pressi dello stagno di cozzo Bomes a 833 metri s.l.m. che, anche avendo forti variazioni del livello idrico durante l’anno, ha una zona centrale che non si prosciuga mai. La fauna della riserva è molto ricca e vi si possono trovare numerosi mammiferi come il cinghiale, la volpe, la martora, la donnola, la lepre appenninica, il coniglio selvatico, il riccio, l’istrice, il quercino, il ghiro, il mustiolo e la crocidura sicula, così come sono presenti molte specie di uccelli, che comprendono il codibugnolo di Sicilia, la ghiandaia, il corvo, il calandro, il beccamoschino, lo storno nero, la cincia, il pettirosso, l’usignolo, il merlo, lo strillozzo, la sterpazzolina, il tordo bottaccio, la cappellaccia, il cardellino, il gheppio, il cuculo, la poiana, lo sparviere, l’assiolo, la civetta, il barbagianni, la coturnice siciliana, la quaglia, l’upupa, il picchio rosso, il colombaccio e la beccaccia. La tre giornate vedrà protagonista l’intera popolazione locale con iniziative culturali e folkloristiche. Le serate saranno animate dai diversi artisti, da giovani musicisti con la loro band e da un caratteristico gruppo folcloristico. L’obiettivo – come ha dichiarato il sindaco Mesi – della manifestazione è quello di richiamare tanti appassionati del settore e tanti turisti desiderosi di conoscere le ricchezze agroalimentari locali, fatta di prodotti ad alto valore gastronomico, che rappresentano identità e cultura del luogo, alimenti, buoni anche per stimolare un’imprenditorialità giovanile capace di favorire la crescita del nostro territorio”.