Agroalimentare e Zootecnia

La crisi del latte ovino in Sicilia: il comparto chiede interventi urgenti

L’Associazione Produttori Latte Ovino Busambra lancia un appello alle istituzioni regionali per affrontare una crisi che minaccia seriamente il futuro della zootecnia ovina siciliana. In una lettera indirizzata al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, al Presidente della III Commissione Attività Produttive, Gaspare Vitrano, e ai gruppi parlamentari dell’ARS, l’associazione denuncia il progressivo crollo del prezzo del latte ovino e propone una serie di misure legislative urgenti.

Negli ultimi dodici mesi il prezzo del latte ovino in Sicilia ha subito due ribassi consecutivi: 10 centesimi al litro nel marzo 2025 e altri 10 centesimi nel gennaio 2026. Il prezzo attuale di 1,20 euro al litro, sottolineano i produttori, non copre più i costi di produzione, come confermato anche dai dati ISMEA. A preoccupare ulteriormente gli allevatori è il fatto che, mentre a livello nazionale il latte ovino registra una lieve crescita di valore, in Sicilia si assiste a una dinamica opposta, segno di una distorsione locale del mercato.
Secondo l’associazione, una delle principali criticità risiede nell’assenza di contratti scritti tra allevatori e aziende di trasformazione. In mancanza di accordi formalizzati, il prezzo del latte viene deciso unilateralmente dai trasformatori, lasciando i produttori privi di strumenti di tutela e in una posizione di forte debolezza contrattuale.

Le conseguenze di questa situazione si riflettono sull’intero sistema rurale siciliano. Il ridimensionamento economico delle aziende ovinicole comporta minori investimenti nel benessere animale, perdita di posti di lavoro nelle aree interne e abbandono delle campagne, con effetti diretti anche sul presidio ambientale del territorio e sulla prevenzione degli incendi.

I numeri confermano il trend negativo: secondo i dati dei Servizi Veterinari regionali, il patrimonio ovino controllato in Sicilia è passato da 835.971 capi nel 2020 a 626.799 nel 2026 (dato parziale), con una riduzione costante anno dopo anno. Un segnale allarmante che fotografa una crisi strutturale ormai conclamata.
Per contrastare questa deriva, l’Associazione Produttori Latte Ovino Busambra ha avanzato sei proposte legislative. Tra queste, l’introduzione di una legge regionale che renda obbligatori i contratti di filiera con durata minima annuale e prezzi indicizzati ai parametri ISMEA; l’istituzione di un fondo regionale di garanzia per compensare i produttori nei periodi in cui il prezzo scende sotto i costi di produzione; la creazione di un Osservatorio regionale dei mercati agrozootecnici per monitorare prezzi e anomalie di mercato.

Giorgio Accomanno, Presidente dell’Associazione Produttori Latte Ovino Busambra, rivolgendosi alle forze politiche e alle organizzazioni sindacali, lancia un appello chiaro e deciso: “Perché i produttori di latte siciliani devono essere soggetti a una legislazione diversa rispetto a quella applicata nel resto d’Italia? Gli allevatori siciliani chiedono pari dignità e lo stesso riconoscimento economico riservato ai produttori delle altre regioni italiane. Non è accettabile che il latte ovino siciliano venga retribuito meno, nonostante rappresenti un’eccellenza qualitativa riconosciuta”.

Accomanno sottolinea inoltre come il latte siciliano si distingua per caratteristiche superiori: “Il latte prodotto in Sicilia è più ricco di grassi nobili e di qualità rispetto a quello proveniente da altre regioni. Eppure continua a essere sottopagato, penalizzando ingiustamente i nostri allevatori, che sostengono costi elevati e garantiscono standard produttivi di grande valore”.

Il Presidente conclude chiedendo interventi concreti e urgenti per colmare questa disparità, tutelare il comparto ovino siciliano e assicurare ai produttori condizioni economiche e normative eque, in linea con il resto del Paese.

Tra le altre misure proposte figurano una clausola anti-speculativa per escludere dai bandi regionali le aziende che non rispettano i prezzi minimi contrattuali, un piano di valorizzazione del latte ovino siciliano attraverso marchi collettivi e nuovi riconoscimenti DOP e IGP, e infine il riconoscimento normativo del ruolo ambientale degli allevatori come presidio contro incendi e dissesto idrogeologico.

Il comparto ovino rappresenta una componente essenziale dell’economia agricola siciliana, non solo per il valore produttivo, ma anche per la funzione sociale e ambientale che svolge nelle aree rurali. La richiesta che arriva dagli allevatori è chiara: servono regole, trasparenza e strumenti concreti per impedire che logiche speculative compromettano definitivamente uno dei settori storici dell’agricoltura isolana.