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Ecco la prima fattoria socio-solidale della Sicilia



Tagliavia foto giornale

 

Giovedì 27 giugno 2013 alle ore 10,00 presso il fondo Tagliavia, nell’agro di Monreale, verrà inaugurata la prima “fattoria socio-solidale” della Sicilia. Il progetto vede insieme la Missione Speranza e Carità” di Palermo e l’Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari e aziende agricole private del territorio.

Il progetto prevede la messa a coltura di una parte dell’azienda del Santuario concesso alla Missione Palermitana, per una parte a produzione di grano e leguminose (fave, ceci, cicerchia e fagioli) e per la restante parte ad ortive, sia in asciutto che in irriguo.

Si prevede inoltre la realizzazione di piccoli allevamenti (animali da cortile, ovini, bovini ed un piccolo apiario). Si cercherà di coniugare l’aspetto agricolo e solidale con il rispetto dell’ambiente attivando metodi di coltivazione biologica e/o integrati a basso impatto ambientale attingendo molto dalle pratiche agricole di un tempo rispettose dell’ambiente e della resilienza. Congiuntamente alle attività in campagna saranno allestiti a Palermo, nelle sedi della Missione, due laboratori per la lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli. In particolare è stato attrezzato un piccolo laboratorio di trasformazione utile al fabbisogno interno della comunità, in modo che anche le sorelle della comunità femminili possano collaborare al progetto ed essere impegnate e maturare il confezionamento di porzioni di prodotti da destinare all’offerta solidale. In via Decollati è stato attrezzato un pastificio per la produzione della pasta, utile al fabbisogno interno della comunità. Saranno infine realizzati incontri, visite guidate e campi di agricoltura biologica e innovativa per attrarre visitatori, addetti del comparto agricolo e scolaresche.

La fattoria socio-solidale ha i caratteri dell’inclusività, della partecipazione e della sostenibilità, e rappresenta una nuova forma di welfare in grado di coniugare produzioni agricole, inclusione sociale, didattica per le scuole, valorizzazione del patrimonio e della sapienza della civiltà contadina, rivitalizzazione del tessuto rurale.

«Siamo particolarmente orgogliosi di poter dare il nostro contributo alla fase di start-up della fattoria – spiega l’assessore Cartabellotta -, mettendo a disposizione non solo interventi di natura finanziaria ma anche il bagaglio di conoscenze ed esperienze maturato nel corso degli anni dagli uffici periferici dell’Assessorato (SOAT), da trasferire ai destinatari del progetto. Le produzioni agricole e zootecniche e i prodotti trasformati saranno utilizzati per il sostentamento degli ospiti della Missione, ed in parte rivenduti (a fronte di offerte solidali) per garantire l’autofinanziamento della fattoria».

L’Assessore Cartabellotta ha inoltre presentato un disegno di legge:“Norme in materia di Agricoltura sociale”-   Riconoscendo il carattere multifunzionale delle attività agricole quale valido strumento per lo sviluppo e la qualità dell’offerta di servizi assistenziali, formativi, educativi, di inserimento lavorativo e sociosanitari nell’ambito del welfare locale, promuove l’agricoltura sociale al fine di favorire le capacità delle persone, delle famiglie e delle comunità locali di accrescere il benessere individuale e sociale.

«Alcuni mesi fa eravamo al limite della sopravvivenza quotidiana – ricorda Don Pino, uno dei principali animatori della Missione Speranza e Carità – dal momento che andare al mercato era diventato quasi impossibile. I diversi grossisti che donavano tanti prodotti, con la crisi che avanzava, avevano notevolmente ridotto l’aiuto. Andare al mercato, per noi, in quei mesi, era un’azione legata alla pura sopravvivenza. Compravamo solo le patate e le cipolle, e per il quantitativo che serviva alla nostra mensa, il costo di ogni carico era di 800 euro ogni 10 giorni. La dura necessità ci spinse a salire a Monreale per chiedere a Sua Eccellenza Mons. Salvatore Di Cristina parte del fondo agricolo di Tagliavia, per poter così trovare una speranza. Dalla terra non utilizzata poteva nascere una nuova vita; sapevamo che questi fratelli accolti si sarebbero sentiti coinvolti e partecipi del fabbisogno e dell’approvvigionamento della comunità».

«L’utilizzo dell’agricoltura a fini solidali – aggiunge la Dirigente Generale dell’Assessorato alle Risorse Agricole, Rosaria Barresi – risponde in pieno al concetto di “multifunzionalità” che, se integrata in una rete di servizio, consentirà di fornire adeguate risposte ai bisogni della popolazione con un ripensamento del territorio ed adattamento innovativo, grazie ad una molteplicità di nuove funzioni che affiancano quella produttiva e includono il settore ambientale, della sicurezza, del presidio del territorio e dello sviluppo rurale».

«Il Buon Dio ci invita a ritornare alla terra, come di recente ribadito da Papa Francesco; rispettiamo e amiamo dunque la terra, che è il più grande dono che il Signore ha fatto all’uomo», ha sottolineato Biagio Conte, fondatore della Missione di Speranza e Carità, ringraziando di cuore la Curia di Monreale per il gesto caritatevole verso i fratelli ultimi e l’Assessorato all’Agricoltura per la sensibilità e l’attenzione per le emergenti problematiche sociali della Missione, nonché le aziende agricole e zootecniche della Sicilia per loro fattivo contributo.