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La strada degli scrittori

Scoprire la Sicilia e la sua anima letteraria, visitando i luoghi che hanno visto nascere e produrre scrittori di prima grandezza, da Verga a Pirandello, da Brancati a Sciascia, da Bufalino a Consolo, da Ignazio Buttitta a Dacia Maraini, senza dimenticare Verga, De Roberto o Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello o Dacia Maraini e Simonetta Agnello Hornby, passando da centri piccoli e grandi di un’Isola che Goethe già considerava indispensabile conoscere per capire il resto d’Italia.
È questo il progetto “La strada degli scrittori”, una proposta per rilanciare cultura e turismo nel cuore letterario della Sicilia nata da un’idea di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera.

La prima area in cui sperimentare il progetto, infatti, può essere concentrata nei trenta chilometri che vanno da Racalmuto a Porto Empedocle. Nel mezzo splende la Valle dei Templi di Agrigento con il giardino incantato della Kolimbetra, ma in quei trenta chilometri insistono pure le case natali, le statue, i luoghi frequentati, le trattorie, i paesaggi amati da Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. Una miniera d’oro, un percorso dell’anima puntellato da teatri, fondazioni, circoli, miniere, castelli. Una linea che va dalla Contrada Noce, il buen retiro di Racalmuto dove Sciascia scrisse gli ultimi libri, alla ormai famosissima Scala dei Turchi. Luoghi dove poter assaggiare gustose leccornie e degustare vini pregiati.
Ecco l’itinerario di questo angolo siciliano che dalla collina al mare può conquistare turisti decisi a trasformare una vacanza fra le spiagge della Vigàta del Commissario Montalbano in un’occasione per far vivere i libri dei tre grandi scrittori, per contestualizzare le storie, per assaporare le loro pagine miscelandole con i profumi dei luoghi. Sono i trenta chilometri della Statale 640 che i lavori di ampliamento in via di definizione rendono veloci e sicuri, ravvicinando in pochi minuti le tappe del percorso.
Si tratta di scuotere e mobilitare in piccoli grandi centri della Sicilia, soprattutto gruppi di giovani da incentivare perché riescano a costruire, lungo quei percorsi, progetti in grado di offrire loro redditizie occasioni di lavoro. Fuori dalla diffusa logica dei contributi improduttivi, dalla deriva di sostegni e fondi pubblici o, peggio, dalla distorsione sfociata nella platea di precari, cooperative fittizie, lavoratori socialmente utili e così via.

 
Ecco gli itinerari possibili:

Il Kaos di Pirandello – La Scala dei Turchi – La Torre di Carlo V – La passeggiata di Camilleri – La marina di Vigata – Templi e Kolimbetra – Teatro “Regina Margherita” e Fondazione Sciascia – Miniere, castelli e parrocchie di Racalmuto – Le tele di Pietro D’Asaro, “il Monocolo” – Circolo Unione – Circolo Zolfatari e Salinai – Villa Noce e il Buen retiro di Sciascia – L’aula scolastica del maestro L. Sciascia – La grotta di Fra Diego La Matina, il frate eretico di “Morte dell’inquisitore” – Le miniere di sale di minatori e “carusi” evocati ne “Le Parrocchie di Regalpetra” – Le grotte di Grotte. A tavola con piatti e cibi del Commissario Montalbano e del Capitano Bellodi.