Sbarcato in Calabria un nuovo killer delle api: allarme di Confagricoltura e Fai Sicilia

aethina4-lLa notizia è di qualche giorno fa ma sta già creando parecchio allarme tra gli apicoltori siciliani. A pochi chilometri dall’isola, a Gioia Tauro, è stato individuato un focolaio di “Aethina Tumida”, un coleottero originario del Sud Africa, della famiglia dei Nititulidi, che attacca e distrugge gli sciami. Ne sanno qualcosa gli apicoltori del Nord America che già alla fine degli anni ’90 hanno pagato le conseguenze per la massiccia infestazione di larve ed insetti di questa specie.

A farsi portavoce del nuovo attacco sanitario i vertici di Confagricoltura e FAI (Federazione Apicoltori Italiani) della Sicilia che hanno scritto all’Assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Ezechia Reale.

“Il nomadismo – si legge nella nota a firma dei presidenti delle due organizzazioni, Ettore Pottino e Vincenzo Stampa – è la forma prevalente di allevamento praticato in Sicilia ed eventuali blocchi della movimentazione delle arnie creerebbero ingenti danni non solo agli apicoltori, ma anche agli agricoltori ed all’ambiente in generale”.

La richiesta avanzata all’assessore Reale è quella di un intervento nei confronti dei ministeri competenti (Sanità ed Agricoltura), affinchè vengano attivati i meccanismi di difesa ed eradicazione.

“L’esperienza precedente – si legge ancora nella nota – ha dimostrato che senza un adeguato ed immediato meccanismo di ristoro a favore dei produttori danneggiati, qualsiasi tipo di intervento per l’eradicazione perde di incisività ed immediatezza. Oltre all’attivazione dei controlli da parte del Servizio Veterinario regionale dovrebbe essere istituito un fondo nazionale per la sostituzione degli alveari oggetto delle ordinanze sanitarie”.

La Sicilia è una realtà produttiva abbastanza importante nel panorama nazionale. Sono circa mille i produttori ufficialmente censiti che detengono più di 120 mila arnie. L’attività viene svolta essenzialmente in forma itinerante e per tale motivo si ottiene una produzione di un gran numero di varietà di miele. I benefici sono anche per gli agricoltori, specialmente di quelli che operano nel biologico, in quanto risulta determinante l’opera di impollinazione svolta dalle api.