Lavoro, 50 mila posti non coperti in agricoltura

Nell’Italia afflitta dalla disoccupazione (3,1 milioni di senza lavoro di cui 700 mila giovani, dice l’Istat) ci sono circa 400 mila posti di lavoro che non si riescono a coprire. Diversi i settori coinvolti, dalle tlc alla assistenza infermieristica ma anche in agricoltura dove i posti di lavoro disponibili sarebbero 50 mila. Sono le cifre contenute in uno studio dei Consulenti del lavoro che nel prossimo fine settimana hanno organizzato un workshop nazionale ad Erice per discutere di mercato del lavoro e di riforma. Per quale che riguarda l’agricoltura si nota un doppio fenomeno. Nel 2013 si è avuta una crescita di circa il 2% del numero di aziende agricole guidate da giovani under 30 e sono emerse nuove figure legate al “made in” (sommelier, birraio a  chilometri zero, affinatore di formaggi, food blogger, idro-geologo, climatologo) e alla green  economy (energy manager, progettista di energie rinnovabili, certificatore energetico,  botanico) che hanno attratto soprattutto la fascia di lavoratori under 40. A contrasto di questo  fenomeno, però, vi sono i dati legati alla difficoltà di reperire lavoratori meno specializzati, come i raccoglitori stagionali di frutta e ortaggi (40% posti sono rimasti vacanti) o i trebbiatori (35%). Tra le proposte che verranno presentate nel corso del workshop di Erice la  semplificazione dei contratti e del mercato del lavoro, un legame reale tra formazione, apprendistato ed esigenze delle aziende, la riqualificazione dei soggetti in ammortizzatore sociale facilitandone il reinserimento lavorativo e un rapporto diretto tra domanda e offerta di lavoro che funzioni grazie ad una sinergia tra i servizi pubblici per l’impiego (riorganizzati) e i consulenti del lavoro.

 

 

Firriato