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Crias, dalle associazioni degli agricoltori no alla riduzione del fondo di rotazione

Ci sono anche le principali associazioni agricole tra le firmatarie del documento unitario siglato tra 11 diverse datoriali per chiedere al governo regionali strumenti in più in materia di credito alle attività produttive. E non, come nella ipotesi ventilata in questi giorni, una riduzione del fondo di rotazione della Crias (Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane) che eroga anche credito in agricoltura, per rimpinguare il capitolo che riguarda i forestali.

Nel documento, siglato anche da Confagricoltura, Cia e Coldiretti (ma anche da Cna, Casartigiani Confartigianato, Claai, Confcooperative, Legacoop, Agci, Unci) si chiede di “mettere un campo un piano straordinario per il sostegno al credito basato sul rafforzamento dei fondi di rotazione del credito agevolato regionale per tutti i settore e sul consolidamento del sistema delle garanzie dei Confidi per garantire l’erogazione del credito bancario, utilizzando risorse comunitarie”.

“Quello che inquieta nella vicenda”, ha detto Ettore Pottino, presidente della Confagricoltura regionale, “è la mancanza di una visione politica da parte del governo che non ha una strategia su come uscire dall’empasse nella quale è finita la Regione mentre si vuole fare passare una azione che distoglie misure economiche e e destinate agli investimenti”.

“Non si tratta di salvare le imprese ma di salvare la Sicilia”, ha aggiunto il rappresentante degli imprenditori agricoli, “anche nel psr 209 milioni di euro sono stati destinati alle aziende foreste mentre Il psr dovrebbe servire per il rilancio delle imprese. In questo bailamme la Regione ha fatto alchimie per salvare aziende foreste e consorzi bonifica, drenando risorse per lo sviluppo. E’ un disegno abberrante e va ascritta al governo in carica”.

Non diversa è la posizione della Cia che provocatoriamente, tramite il presidente Regionale Rosa Giovanna Castagna invita “i nostri politici a presentarsi con nome e cognome a dirci quanto siano importanti agricoltura e piccole imprese agricole, una volta votato questo provvedimento”.

“Il compito di un presidente della Regione è quello di individuare risorse senza smantellare sistemi e strutture creditizi che funzionano e che rappresentano lo strumento essenziale per investire nel settore agricolo”, ha detto invece il presidente della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli, “se oggi alle aziende agricole togliamo il credito agevolato togliamo loro il motore per produrre. Ciò dimostra che per il presidente Rosario Crocetta l’agricoltura non esiste, non è un settore che merita neanche l’attenzione nonostante contribuisca in maniera determinante all’economia siciliana. Trovi altre soluzioni ma non tolga nulla all’agricoltura”.