De Cecco a Palermo per uno show cooking

La qualità De Cecco, la maestria di Gennaro Esposito, la sapienza di Gerardo Dalbon e le domande argute dei giornalisti palermitani. Lo show cooking “La Cultura della pasta”, organizzato dalla De Cecco alla Città del gusto-Palazzo Branciforte di Palermo, non sarebbe potuto riuscire meglio. Tutti gli ingredienti, per usare un’espressione culinaria, sono stati amalgamati al meglio e, in poco meno di due ore, c’è stato un bellissimo, esaustivo e interessante confronto. Lo chef bistellato Esposito del celeberrimo ristorante La Torre del Saracino di Vico Equense, e il tecnologo Dalbon hanno spiegato quali sono i punti essenziali e determinanti per produrre e cucinare una pasta di alta qualità. Per l’azienda abruzzese, fondata nel 1886, c’era anche il responsabile delle Relazioni esterne Marco Camplone. Si è parlato dell’importanza di utilizzare una miscela dei migliori grani del mondo, che poi sono i più costosi, di prendere solo il cuore del macinato, di lavorarlo con acqua pura e, poi, di essiccarlo lentamente e a bassa temperatura per non danneggiare le qualità della semola.
Lo show cooking, che a Palermo ha celebrato la terza e ultima tappa del 2014 dopo quelle di Milano e Firenze, ha evidenziato le tante lacune nel corso della cottura di paste di alcune marche presenti sul mercato italiano e non solo. La De Cecco, terzo produttore mondiale di pasta di semola e primo produttore mondiale nel segmento Premium, da sempre famosa per l’alta qualità dei propri prodotti, ha promosso questo ciclo itinerante di confronti con i maggiori media milanesi, fiorentini e palermitani con lo scopo di divulgare la cultura della pasta, da cui il titolo scelto per le lezioni, e di spiegare quali sono le peculiarità della propria produzione. Si è parlato molto di grano e di quanto la produzione italiana sia insufficiente quantitativamente e, a volte, qualitativamente a soddisfare le esigenze della nostra industria. “La pasta deve avere il colore della semola”, ha detto Esposito “altrimenti ci troviamo di fronte a un prodotto non qualitativo”. All’appuntamento di Palazzo Branciforte erano presenti anche i rappresentanti di due istituti alberghieri palermitani, il Cascino e il Gentile.
