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Bando per la promozione dei prodotti, 111 milioni a disposizione

E’ stato aperto il 4 febbraio e scadrà il 28 aprile il bando europeo per la promozione dei prodotti agricoli. A disposizione delle imprese ci sono 111 milioni di euro. La cifra è emersa nel corso dell’incontro organizzato dall’eurodeputato del Pd Michela Giuffrida a Catania sulla misura europea promossa dalla Commissione. Un incontro al quale hanno partecipato produttori ed operatori del settore ed anche l’assessore regionale all’agricoltura, Antonello Cracolici.

“Per il 2016 ci sono 111 milioni di euro da spendere, l’anno prossimo 133 mln di euro. Il bando è già stato pubblicato, è stato aperto il quattro febbraio e scade il 28 aprile”, ha spiegato Diego Canga Fano, direttore della direzione relazioni multilaterali e politica della qualità della Commissione europea.  Tutti i prodotti sono ammissibili, escluso il tabacco. Sono inclusi anche i prodotti trasformati e quelli della pesca, favoriti sopratutto quelli che hanno agricoltura biologica e le organizzazioni di produttori . “Possibile anche finanziare il vino, ma non da solo”, ha spiegato ancora il funzionario della Commissione Ue.  “Non finanziamo singole aziende, ma è necessario essere rappresentativi che abbiano almeno il 50% del mercato ma con alcune eccezioni possibili”, ha spiegato ancora.

I progetti sono da uno a tre anni e di solito hanno una spesa da 800 mila euro a tre milioni di euro. per il mercato interno sono finanziati i progetti fino al 70% per extra europea anche 80%.

“Sono molti fondi a disposizione, però c’è anche molta concorrenza”, ha aggiunto Canga Fano.

Si possono fare progetti per rafforzare la consapevolezza dell’autenticità delle denominazioni d’origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite dall’Unione. La nostra Regione conta 29 tra DOP e IGP, dall’arancia rossa di Sicilia, alla ciliegia dell’Etna, passando per il pistacchio di Bronte e molte altre, che hanno adesso la possibilità di decollare sui mercati esteri dove c’è una forte domanda di <Made in Sicily>.

Tra i progetti ammissibili partecipazione a manifestazioni  fiere ed esposizioni di importanza nazionale, europea o internazionale, pubbliche relazioni ed eventi stampa, configurazione, manutenzione, aggiornamento del sito web, pubblicità per stampa, TV, radio, servizi online, attività in ambienti esterni, cinema, kit mediatici, gadget promozionali, video promozionali, stand in fiere, seminari, workshop, incontri tra imprese, formazioni per la vendita/corsi di cucina, attività nelle scuole, settimane dei ristoranti, sponsorizzazione di eventi e viaggi di studio in Europa, promozione presso i punti vendita, giornate di degustazione e promozione nelle pubblicazioni destinate ai dettaglianti, pubblicità presso i punti vendita. “Queste sono solo alcune delle idee su cui fondare un progetto di promozione che verrà finanziato dalla Commissione europea fino all’80% purché risponda”, ha precisato Michela Giuffrida, “a tre semplici, quanto fondamentali criteri: una struttura di gestione efficiente, una strategia chiara e una descrizione precisa dei risultati attesi sui mercati obiettivo. Criteri che possono essere soddisfatti grazie ad una necessaria aggregazione in Organizzazioni di Produttori, prime beneficiarie del bando e strumento individuato come capace di rilanciare il settore agricolo, e rendere i nostri produttori competitivi sul mercato globale”.

“L’agricoltura in Sicilia in questi anni è stata vissuta come una pratica tecnica, un fatto procedurale”, ha detto l’assessore Cracolici, intervendo al convegno in corso a Catania, “spesso abbiamo trattato gli strumenti messi a disposizione più con la logica della pratica burocratica per avere un contributo piuttosto che sfruttare l’europa come un bancomat che potesse finanziare l’innovazione e gli investimenti “.

Nel frattempo, ha spiegato Cracolici nel corso dell’incontro i bandi per la misura 3.1 e 3.2 “saranno avviati tra una decina di giorni, sono quelli sulla promozione”.  “Con il nuovo psr apriremo bandi semestrali e aboliremo la parola proroga, una sfida anche per la burocrazia”, ha aggiunto Cracolici.

I dettagli si trovano sul numero del 4 febbraio della Gazzetta europea a questo link.

Il tavolo del convegno

 

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