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Combattere insetti nelle colture con… gli insetti: l’esperienza di un’azienda produttrice di fragole

I metodi per contrastare parassiti e insetti nelle colture biologiche sono vari e sfruttano le opportunità che la stessa natura offre all’uomo. Un’alleanza in nome della sostenibilità che a lungo termine si mostra anche una soluzione economicamente vantaggiosa, perché l’uso di antiparassitari chimici non è certamente a costo zero, anzi.

In Sicilia c’è chi ha scelto di usare gli insetti per contrastare gli insetti nelle proprie coltivazioni biologiche, nello specifico quelle di fragole. L’esempio arriva da Castronovo di Sicilia, dove la giovane Irene Miceli Soletta, produttrice di ortaggi e frutta nell’azienda di famiglia ha scelto di “allearsi” alle coccinelle e agli acari per combattere gli altri insetti che mettevano a rischio le sue colture. In particolare, la coccinella è il predatore naturale dell’afide (ghiotta di linfa delle piante) mentre l’acaro “Phyto Seiulus Persimilis” aiuta nella lotta al ragnetto rosso che attacca le cellule delle foglie.

“Abbiamo deciso di seguire questo percorso che è sicuramente più complicato e lungo – spiega Irene Miceli Soletta, che è anche una studentessa di Agraria – perché bisogna creare anche l’ambiente ideale per accogliere gli insetti. Il primo passo è stato quello dell’acquisto degli insetti in biofabbriche che li allevano. Poi vanno diffusi nelle colture con una certa cura: per noi è stato semplice perché la coltivazione di fragole avviene in serra, un ambiente quindi controllato, dove il loro inserimento non rischia di alterare gli equilibri naturali del territorio. A lungo termine, però, questo metodo si dimostra più vantaggioso sia economicamente che in termini di impegno e lavoro: ad esempio, dopo aver introdotto l’acaro abbiamo completamente debellato la presenza del ragnetto rosso, mentre nel caso dei trattamenti chimici avremmo dovuto ripeterli periodicamente e i prodotti non sono sicuramente convenienti, anzi il costo del loro acquisto e quello per il loro utilizzo, considerando giornate lavorative e attrezzature, è davvero notevole”.

L’azienda Miceli Soletta coltiva una particolare tipologia di fragole che ha una resistenza maggiore rispetto a quella tipica siciliana e che viene innaffiata con un’acqua che va al limite della salinità. “In questo che posso chiamare ‘esperimento’ – spiega Irene Miceli Soletta – sono stata supportata dalla mia famiglia e dal dottore agronomo Domenico Madonia. Adesso stiamo provando anche l’uso di insetti in altri colture”.