Bandi per l’agricoltura, l’allarme degli agronomi: «Serve programmazione, non proroghe»
Non una richiesta di proroghe, ma un appello alla programmazione e al confronto preventivo. È questo il messaggio lanciato da Silvia Martinico, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Palermo, che interviene sul crescente malcontento dei professionisti impegnati nella predisposizione delle domande relative ai bandi regionali destinati al comparto agricolo.
«Negli ultimi mesi stiamo assistendo a una situazione che non può più essere ignorata né affrontata come una normale fase amministrativa della programmazione regionale», afferma Martinico, evidenziando il disagio espresso da centinaia di professionisti che quotidianamente affiancano le imprese agricole siciliane.
Al centro delle criticità denunciate vi sono la sovrapposizione delle scadenze, l’apertura contemporanea di numerosi bandi e procedure, l’aumento degli adempimenti richiesti e una documentazione sempre più complessa. Un insieme di fattori che, secondo l’Ordine, sta determinando un vero e proprio ingolfamento dell’attività professionale, con conseguenze dirette sulla qualità della progettazione e sull’efficacia delle misure finanziate.
«Non è più accettabile – sottolinea la presidente – che bandi di straordinaria complessità tecnica, che richiedono livelli di approfondimento assimilabili a una progettazione esecutiva, vengano accompagnati da tempi di predisposizione insufficienti e da proroghe di pochi giorni che non incidono sulle reali criticità presenti sul territorio».
L’Ordine chiarisce che il problema non riguarda l’estensione delle scadenze, ma l’assenza di una pianificazione organica. «Non si tratta di chiedere proroghe. Si tratta di chiedere programmazione. I professionisti non chiedono scorciatoie, ma condizioni che consentano di lavorare seriamente, nell’interesse delle imprese agricole, della pubblica amministrazione e del corretto utilizzo delle risorse comunitarie».
Secondo Martinico, alcuni bandi rischiano inoltre di escludere una parte significativa del tessuto produttivo regionale, costituito prevalentemente da aziende familiari, piccole e medie imprese, giovani agricoltori e operatori delle aree interne. Realtà che rappresentano l’ossatura dell’agricoltura siciliana e che potrebbero incontrare difficoltà nell’accesso agli strumenti di sostegno.
«La Sicilia agricola è caratterizzata da una struttura produttiva specifica, diversa da quella di molte altre regioni italiane. Ignorare questa realtà significa compromettere l’efficacia stessa degli strumenti di sviluppo rurale», osserva.
Un’altra questione evidenziata riguarda la mancanza di un confronto preventivo tra amministrazione, professionisti e rappresentanti del territorio. «Troppo spesso i bandi vengono pubblicati senza momenti di presentazione, senza percorsi di condivisione preventiva e senza un ascolto concreto delle osservazioni provenienti da chi quotidianamente si confronta con le problematiche delle imprese».
A dimostrare l’esistenza di criticità interpretative e applicative, secondo l’Ordine, sarebbe anche il frequente ricorso alle Faq pubblicate successivamente all’uscita dei bandi, segnale di dubbi e incertezze che avrebbero meritato un approfondimento preliminare.
Nel documento trova spazio anche il tema dei ritardi nei pagamenti di alcune misure ritenute strategiche, come la ex Misura 4.1, situazione che continua a generare difficoltà operative, tensioni e sfiducia tra imprese e professionisti.
«Non può esistere una programmazione efficace senza dialogo, senza ascolto e senza una visione condivisa degli obiettivi e delle modalità con cui raggiungerli», ribadisce Martinico.
L’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Palermo annuncia quindi la volontà di promuovere un confronto serio e costruttivo sul futuro della programmazione agricola regionale, affinché le risorse disponibili possano trasformarsi in opportunità concrete per le imprese, per i territori e per l’intero sistema agricolo siciliano.
«Noi non chiediamo proroghe. Chiediamo rispetto per il lavoro professionale, certezza delle regole, programmazione delle attività, confronto preventivo e misure realmente accessibili alle imprese agricole siciliane», conclude la presidente. «Su questi temi continueremo a far sentire la nostra voce, con spirito di collaborazione istituzionale ma con la fermezza che il momento richiede».
Fonte: Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Palermo

