Fausto Faggioli: l’intelligenza artificiale è un treno che i territori rurali non possono perdere
Il futuro del turismo nelle aree rurali e le trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale sono stati al centro di un incontro tenutosi a Roma, nell’ambito della Commissione Turismo della Confederazione Italiani nel Mondo. Nel corso dell’incontro è emerso come lo stesso sodalizio sia impegnato ad affrontare questo fenomeno con attenzione e concretezza, affinché l’innovazione non aumenti le distanze tra le grandi destinazioni e i territori minori, ma diventi uno strumento capace di valorizzare borghi, comunità, produzioni locali ed esperienze autentiche.
Quello che emerge dall’incontro è particolarmente significativo. Secondo i dati diffusi da Booking.com, il 50% dei viaggiatori globali ha già utilizzato l’intelligenza artificiale durante la pianificazione o nel corso di un viaggio.
Più nello specifico:
- il 47% ha ridotto significativamente i tempi dedicati alla ricerca e alla pianificazione;
- il 36% ha ottenuto proposte maggiormente coerenti con il proprio stile e le proprie preferenze;
- il 20% ha dialogato con sistemi di AI integrati nei siti e nelle applicazioni turistiche per costruire il proprio itinerario;
- il 23% ha già utilizzato questi strumenti per prenotare o modificare voli, alloggi e altri servizi.
Per Faggioli: «Siamo di fronte a un passaggio decisivo: dall’intelligenza artificiale che informa all’intelligenza artificiale che partecipa direttamente alla scelta, alla costruzione e all’acquisto del viaggio».
Ed ancora: «Per destinazioni e imprese cambia completamente il concetto di visibilità digitale. Non sarà più sufficiente essere presenti online: occorrerà essere comprensibili, aggiornati, strutturati e prenotabili anche per i sistemi che selezionano e propongono le alternative per conto del viaggiatore».
Sempre secondo Faggioli, «La ricerca è particolarmente importante per il turismo rurale ed enogastronomico. Cantine, aziende agricole, agriturismi, produttori, musei del gusto, artigiani e comunità locali custodiscono esperienze straordinarie. Tuttavia, una parte rilevante di questa offerta è ancora frammentata, difficile da trovare e non immediatamente acquistabile. Nell’era degli agenti AI, questo rischia di trasformarsi da semplice ritardo digitale in un vero svantaggio competitivo».
Si apre, inoltre, un secondo fronte. Accanto alla visibilità organica nasce una nuova forma di promozione: OpenAI ha reso disponibile anche in Italia Ads Manager per le campagne pubblicitarie in ChatGPT. Gli annunci restano separati dalle risposte e non condizionano le raccomandazioni dell’assistente, ma per il marketing turistico rappresentano un nuovo ambiente nel quale intercettare la domanda.
Sempre Faggioli: “Dobbiamo quindi iniziare a lavorare contemporaneamente su due obiettivi:
- essere riconosciuti e scelti dagli agenti AI;
- intercettare la domanda all’interno degli ambienti conversazionali”.
La competizione digitale non si sta spostando soltanto dalla prima pagina di Google alla risposta dell’intelligenza artificiale. Sta nascendo un nuovo ecosistema nel quale contenuti, dati, reputazione, prenotabilità e comunicazione conversazionale saranno sempre più integrati.
Per le destinazioni rurali è quindi il momento di prepararsi, facendo rete e investendo in competenze. L’intelligenza artificiale non deve sostituire le persone e le relazioni: deve aiutarci a rendere visibili, accessibili e competitive proprio quelle comunità che rischiano maggiormente di rimanere ai margini.
Faggioli aggiunge: «Il territorio non è uno sfondo. È il prodotto. E l’innovazione deve essere messa al servizio della sua identità».

