Incidenti sul lavoro, oltre 130 morti l’anno: trattori al centro dell’emergenza sicurezza. Federacma: piano da 475 milioni in 5 anni
Ogni anno in Italia si registrano mediamente 132 decessi legati ai mezzi agricoli, di cui 97 riconducibili a ribaltamenti o schiacciamenti dei trattori. È quanto emerge da uno studio di Federacma (Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio) basato sul monitoraggio delle notizie di stampa relative agli incidenti avvenuti tra il 2023 e il 2026. Numeri che, in occasione della 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, celebrata oggi, 11 ottobre, riportano l’attenzione sull’emergenza sicurezza nelle campagne italiane.
“Il nostro pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, ma ricordare non basta – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma – I dati dimostrano che non siamo di fronte a episodi isolati, ma a un problema strutturale. Ribaltamenti e schiacciamenti dei trattori continuano a provocare un numero inaccettabile di vittime. Servono interventi concreti per fermare questa strage e garantire agli agricoltori mezzi più sicuri e controlli efficaci”.
Uno dei principali problemi riguarda le condizioni del parco macchine italiano. Su circa 2,15 milioni di trattori circolanti, si stima che oltre 1,2 milioni siano privi di cinture di sicurezza integrate e circa 670 mila di sistemi di protezione contro il ribaltamento. Il ricambio resta insufficiente: a fronte di circa 20 mila nuove immatricolazioni annue, le eliminazioni definitive sono stimate in appena 500-1.000 unità.
Per affrontare questa situazione, Federacma propone un piano nazionale quinquennale 2027-2031 da 475 milioni di euro, presentato lo scorso 6 ottobre al CNEL, in un incontro a cui hanno preso parte le associazioni del mondo agricolo, INPS e INAIL. Il programma prevede 350 milioni in cinque anni per incentivare la rottamazione e la sostituzione dei trattori più obsoleti e 125 milioni per l’adeguamento dei mezzi ancora recuperabili attraverso l’installazione dei necessari dispositivi di sicurezza.
Accanto agli incentivi, la Federazione propone di superare lo stallo della revisione generalizzata delle macchine agricole, prevista da oltre dieci anni ma mai attuata, introducendo un sistema di controllo tecnico-operativo basato su verifiche documentali, ispezioni visive e prove funzionali, effettuabili anche direttamente presso le aziende agricole. In presenza di difetti critici, il mezzo dovrebbe essere fermato fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Fondamentale il coinvolgimento delle officine specializzate, con l’obiettivo di arrivare ad almeno 500 strutture qualificate sul territorio nazionale.
“La sicurezza non deve trasformarsi in un ulteriore adempimento burocratico o in un costo aggiuntivo per gli agricoltori – prosegue – Chiediamo risorse certe, incentivi accessibili e controlli vicini alle imprese. Il nostro piano punta a sostituire i trattori più vecchi e a mettere in sicurezza quelli ancora utilizzabili. È una responsabilità verso chi lavora ogni giorno nei campi. Nella Giornata dedicata alle vittime del lavoro – conclude Borio – il modo migliore per onorarne la memoria è impegnarsi affinché queste tragedie non si ripetano. Investire nella sicurezza dei trattori significa salvare vite umane”.

