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Pomodoro da mensa: Sicilia prima in Italia per produzione (39%)

Una mattinata dedicata al pomodoro da mensa, “Leader dell’orticoltura italiana”, come recita il titolo del convegno organizzato nella terza mattinata di Macfrut. L’appuntamento è stata occasione per parlare del pomodoro in tutti suoi aspetti. Luciano Trentini del Centro Servizi Ortofrutticolo, moderatore dell’incontro, ha illustrato la situazione produttiva in Europa e l’andamento dei consumi in Italia. L’Europa a 27, con una produzione di oltre 16 milioni di tonnellate, dimostra di essere un’area particolarmente vocata per la coltivazione del pomodoro, destinato al consumo diretto e in particolar modo alla trasformazione industriale. Paese leader nella classifica dei principali produttori è l’Italia con 6,3 milioni di tonnellate, seguito dalla Spagna (2,2 milioni t). La produzione italiana impegna una superficie di 24.500 ettari, in calo rispetto al 2000, nonostante l’aumento di produzione a dimostrazione dell’efficacia dell’evoluzione tecnica in questo settore. È la Sicilia la regione che detiene il record italiano di produzione (39%) seguita dalla Campania (9%) e dal Lazio (8%). L’analisi presentata da Trentini valuta anche il consumo pro capite, che in Italia ammonta a circa 66 kg pro capite. A conclusione del suo intervento Trentini ha sottolineato la necessità di investire nella ricerca variatale per trovare specie con caratteristiche organolettiche in grado di incontrare il gusto dei consumatori, ma anche «in nuove tecnologie, indispensabili per migliorare la qualità e ridurre i costi di produzione di una specie che fa bene alla salute, coltivata da produttori altamente specializzati». E di innovazione tecnologica ha parlato a lungo Paolo Battistel di Ceres, che ha illustrato le ultime evoluzioni e le esperienze più redditizie nel mondo della coltivazione del pomodoro lungo tutta la catena di produzione, a partire dalla scelta della varietà da piantare fino alle strategie di marketing nella vendita del prodotto finale passando per le tecniche vivaistiche e la progettazione delle serre. L’aspetto nutrizionale del pomodoro è stato illustrato da Alessandra Bordoni docente del dipartimento di Scienze degli Alimenti Unibo,  che ha messo in luce di questo frutto, ricco di principi nutritivi, ma a basso contenuto calorico. Roberto Piazza di Acmo ha invece illustrato le criticità del settore, che come spesso accade nel mondo agricolo mostra una certa resistenza all’innovazione e una scarsa apertura al mondo della ricerca. Apertura che invece spesso è fonte di miglioramento delle produzioni e che spesso garantisce anche a piccole aziende di essere presenti sul mercato in modo più continuativo. «Fondamentale –ha aggiunto Piazza- è riuscire a comunicare con il consumatore le caratteristiche del nostro prodotto, e in questo senso il packaging gioca un ruolo determinante, perché un confezionamento sbagliato rischia di lasciare il messaggio nei supermercati, mentre quello che porterà a casa il consumatore rischia di rimanere un prodotto anonimo». A conclusione del convegno sono stati presentati due casi di successo nella valorizzazione del pomodoro: il pomodoro Pachino Igp e il Pomodoro TUTTO Oro by Gandini.