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Dalla Smart City alla Smart Land

Il progetto della Fondazione Fabbri e il libro di Aldo Bonomi e Roberto Masiero “Da Smart Cities alla Smart Land”, costituisce una delle idee innovative che sta suscitando grande interesse nelle aree rurali italiane.
L’idea è senza alcun dubbio interessante, utilizzare la tecnologia dello smart city, strumento indispensabile per una città che vuole offrire ai propri cittadini occasioni di partecipazione, condivisione e confronto, all’utilizzo della stessa tecnologia da impiegare per i territori rurali attraverso la “smart land”.

Si tratta di un rafforzamento di un sistema che capace di innovare gli elementi di conoscenza dei territori ma anche delle piccole comunità, le produzioni tipiche, i luoghi più caratteristici, i personaggi del territorio, i servizi, ecc. conoscenza da trasferire da un segmento di raffinati della cultura rurale a vaste di aree d’ utenza.

Quindi un vero collegamento tra città e aree rurali: “La città va in campagna e la campagna va in città”; il tutto, uniti in un unico centro digitale, un modo per attuare politiche diffuse e condivise orientate ad aumentarne la competitività attraverso il ricorso ad interventi sostenibili.

Qualcuno ha definito Smart land: “una nuova alleanza tra città intelligenti e borghi sostenibili”.
Comunque, bisogna che le aree rurali si riorganizzano per garantire servizi, soprattutto domenicali, strade facilmente accessibili, musei, chiese e siti archeologici aperti, ecc. insomma tutte quelle carenze strutturali ed infrastrutturali che sono indispensabili per rendere accogliente i territori italiani.