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MeBiForum si apre all’insegna dell’olio

La prima giornata del MeBiForum di Palermo è stata aperta all’insegna dell’olio. Nel corso dell’ Olive Oil Forum si è parlato interamente di olivicoltura ed elaiotecnica: in campo e in frantoio si fa la qualità.

Sono state affrontate le problematiche legate alle vecchie e nuove sfide a livello fitoiatrico, poiché vi è una recrudescenza di patologie, come la lebbra dell’olivo, che consideravamo ormai praticamente debellata, ma anche di nuove malattie, come Xylella fastidiosa, che obbligano a nuove forme di gestione dell’oliveto. L’argomento è stato trattato dal prof. F. Nigro dell’Università di Bari con un titolo della relazione che non lasciva dubbi sull’argomento: Dal ritorno della lebbra dell’olivo a Xylella fastidiosa, le sfide fitoiatriche tra cambiamenti climatici e globalizzazione.
Il prof. Tiziano Caruso, guardando all’olivicoltura isolana, ma che non si discosta da quella italiana, nel suo excursus tra passato e futuro, ha analizzato le opportunità siciliane riguardo ai nuovi impianti intensivi. Inutile, probabilmente, importare varietà dall’estero quando vi sono varietà minori o reiette, del ricco germoplasma italiano, che possono adattarsi all’intensificazione colturale e alla raccolta in continuo, dando oli di pregio a costi accessibili. Dal campo al frantoio, però, occorre agire per ottenere oli che abbiano caratteristiche organolettiche, ma anche nutraceutiche, di interesse per un consumatore sempre più attento a gusto e salute. Un binomio inscindibile per vincere sui mercati. Al riguardo ha fatto riferimento alla varietà regionale Kalat come opportunità per l’olivicoltura intensiva siciliana.

La sessione sulla Sostenibilità, Certificazione e Packaging ha posto l’attenzione, non solo all’estetica, pur importante, ma anche alla sostanza contenuta nelle bottiglie. Il prezioso succo d’oliva dovrà viaggiare in paesi lontani e affrontare ambienti “ostili”, come lo scaffale di un supermercato. Occorre quindi sapere qual è l’abbigliaggio più corretto e a quali rischi si va incontro se si sceglie il vetro sbagliato. Rischi che riguardano anche l’informazione al consumatore, dall’etichetta alle brochure fino ai siti internet. Raccontare è bello, lo storytelling è presupposto indispensabile per valorizzare il prodotto, senza infrangere le regole però. Certamente non si infrangono le leggi certificando la sostenibilità del processo produttivo, dal campo alla bottiglia. L’ecosostenibilità è una delle leve di marketing del futuro e non basta che il Consiglio oleicolo internazionale dichiari che l’olivo è una delle colture più virtuose del pianeta, sequestrando più CO2 di quanta ne emette. Bisogna essere attenti agli standard internazionali, venendo così incontro alle esigenze di buyer nazionali e internazionali.

Nella terza parte della giornata si è parlato di Mercato: alla ricerca del consumatore, non solo del mercato. Paese che vai, extra vergine che vogliono. L’immagine dell’olio d’oliva non è uguale in tutto il mondo, né le tradizioni gastronomiche e gli utilizzi dell’olio in cucina. I trend di mercato non possono non risentire di fattori culturali, dell’andamento dell’economia ma anche di indirizzi politici (si pensi all’etichetta a semaforo) e nutrizionali/salutistici. Non esiste il mercato perfetto, come forse non esiste il consumatore perfetto. Dai millennials alla generazione X, i giovani sono i consumatori di domani e occorre capire cosa vogliono, quali sono gli stimoli di consumo e cosa si aspettano dall’olio extra vergine d’oliva. Capiti i bisogni e i desideri, occorre che questi consumatori incontrino il prodotto, utilizzando tutti gli strumenti del marketing e della comunicazione. Rispetto al passato si hanno molte più opportunità, a costi più contenuti. Internet e il digitale possono essere un motore formidabile, a saperlo utilizzare, senza scivolare sulla classica buccia di banana… o sull’olio.

L’iniziativa ha visto il coinvolgimento diretto di PwC Italia, CSQA, Flambé, Università di Verona – Dipartimento di Economia Aziendale, Università di Palermo – Dipartimento Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche, Università di Udine – Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali, FederBio, Italia Olivicola, Istituto Nutrizionale Carapelli, APO Catania.
Sono intervenuti inoltre: M. C. Ferrarese (CSQA): “La sostenibilità nuova frontiera per penetrare i mercati emergenti, come certificarla?”; M. Servili (Università di Perugia): “Una bottiglia scura per l’olio extra vergine d’oliva non basta più. Come preservare l’extra vergine per i lunghi viaggi”; L. Mancini (Alliance Food Consultants): “QR Code, etichette parlanti, collarini multimediali…Siamo sicuri di essere in regola con l’etichettatura?”; D. Alfano (ICE): “Le nuove frontiere dell’export: Strumenti, Mercati, Opportunità”; L. Puricelli (PwC Italia): “Come cambiano i comportamenti di consumo nell’economia digitale: focus su nuove generazioni e Bio”; A. Pirola (Flambé): “Il marketing digitale a supporto dell’impresa per la conquista di nuovi spazi sul mercato”; M. Carruba (Presidente Comitato Scientifico Istituto Nutrizionale Carapelli): “Presentazione workshop pomeridiano: Ricerche in corso sui temi nutrizionali e scientifici”.
Gli interventi di sintesi e chiusura lavori del Forum della mattina sono stati curati dal dott. Alberto Grimelli

Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda con un intervento introduttivo del Presidente Confagricoltura Sicilia dott. Ettore Pottino sugli scenari e le opportunità a tendere delle imprese del comparto olivicolo siciliano. A seguire gli approfondimenti dei temi trattati nel Forum della mattina supportati da specifici contributi tecnici a cura delle Istituzione e dei partner coinvolti.