I canadesi si accorgono dell’importanza della canapa siciliana, a Ragusa lo stabilimento più grande d’Italia

Per molti italiani, l’approvazione in via definitiva al Senato lo scorso 22 novembre 2017 del disegno di legge 2144 «Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa», ignorantemente, ha fatto gridare allo scandalo.

L’approvazione del predetto disegno di legge, riguardava, però, la canapa industriale, cioè la stessa pianta che è stata demonizzata nell’ultimo secolo e additata semplicemente come droga, e che in realtà è una pianta straordinaria dalle virtù eccezionali capaci di creare occupazione e sviluppo.

Solo per fare un esempio: la storia del manifatturiero italiano e il suo primato di qualità nel mondo, passa attraverso la coltivazione della canapa. All’inizio del 1900, prima dell’avvento del proibizionismo, in Italia si coltivavano più di 100mila ettari di canapa, mentre nel 2015 ne abbiamo coltivati poco più di 3mila.

Dell’importanza della canapa per uso farmaceutico, come al solito, la holding canadese Canapar Corp, che controlla il 100 per cento della filiale italiana, ha investito sul territorio siciliano, per la realizzare uno stabilimento che sarà il più grande d’Italia per la lavorazione della canapa.
Il nuovo opificio sorgerà a Ragusa in contrada Piancantella (zona industriale IV fase). Creata anche la rete di produttori, pare che siano 54 per un impianto di coltivazione da 50mila metri quadri.

Per approfondire

CROP, azienda canadese quotata in borsa ed impegnata in attività di investimento e costruzione di progetti di serre come parte della fornitura di soluzioni per produttori di cannabis ed opera in California, Nevada, nello Stato di Washington e in Italia, si è impegnata a fornire un investimento iniziale di 500mila euro per consentire la costruzione del progetto, l’ammodernamento dell’impianto di estrazione e l’inizio della costruzione su una serra di 8.000 metri quadrati. I restanti 40mila metri quadrati saranno invece coltivati outdoor.

Non chiamatela, comunque innovazione, all’inizio del Novecento eravamo la Sicilia era la regione con la maggiore produzione di canapa italiana. Considerato che si tratta di una pianta straordinaria dalle virtù eccezionali capaci di creare occupazione e sviluppo, incrociamo le dita e a voce alta diciamo: ” Si ricomincia da tre”.