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Valore dei terreni destinati a vigneti, Sicilia ultima in Italia: Trentino al top

Il valore dei terreni destinati a vigneti in Sicilia è il più basso d’Italia, pari a 15 mila a ettaro e lontanissimo dal primato del Trentino Alto-Adige dove mediamente un ettaro di vigneto costa 254 mila euro. E sempre la Sicilia è la regione con il maggiore svantaggio della quantità di vino prodotta rispetto al proprio valore. È quanto emerge dal report “Vino&Spirits” pubblicato da Area Studi Mediobanca, Ufficio Studi di Sace e Ipsos. Il rapporto è dedicato all’analisi dei mercati domestici e internazionali e allo studio delle dinamiche socio-culturali di consumo.

La viticoltura in Italia

Le coltivazioni viticole sono una componente essenziale dell’agricoltura italiana. I dati più recenti indicano che il 5,1% dei 12,4 milioni di ettari della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) nazionale è destinato alla coltivazione di viti. Il picco si registra nel Veneto (10,9%), seguito dal Friuli Venezia Giulia (9,8%) e dalla Toscana (8,7%); in coda si trovano la Valle d’Aosta (0,8%) e la Basilicata (0,9%).

Il valore fondiario dei vigneti: Sicilia ultima

In Italia il valore fondiario medio dei vigneti, pari nel 2019 a 53.600 euro a ettaro, è cresciuto del 4,1% rispetto al 2015. Gli incrementi più robusti si sono registrati in Piemonte (+9,3%) e Valle d’Aosta (+9,2%). Segno negativo per il Lazio (-0,2%), l’Umbria (-0,4%) e il Molise (-0,8%).

Al vertice della classifica si colloca il Trentino-Alto Adige, dove le aree vitate hanno quotazioni medie pari a 254mila euro per ettaro, seguito dal Veneto con circa 140mila euro per ettaro. Le altre regioni si posizionano a grande distanza dalle prime due: le successive sono il Piemonte (72mila euro) e il Friuli-Venezia Giulia (quasi 63mila euro). Nelle ultime posizioni si collocano la Sardegna (13mila euro per ettaro), la Basilicata e la Sicilia (15 mila euro rispettivamente).

I vigneti di Barolo sono i più preziosi

Il primato del Trentino deriva dalla presenza di una percentuale elevata di vini di qualità e una relativa omogeneità nel valore dei vigneti, a differenza di quanto accade in altre regioni come la Toscana o il Piemonte, dove l’elevato valore fondiario dei vigneti di alcune province è compensato dai più bassi valori di altri territori. Ciò è confermato dalla classifica dei principali terreni che nel 2019 hanno segnato i valori fondiari medi più elevati.

Al primo posto in Italia si trovano i vigneti di Barolo che possono arrivare a quotazioni di 1,5 milioni di euro a ettaro; a seguire si collocano tre aree vitate del Trentino-Alto Adige, tutte quotate tra i 440 e i 690mila euro a ettaro: i vigneti Doc del Lago di Caldaro, quelli della bassa Val Venosta e della Valle d’Isarco Bressanone. In Toscana le quotazioni medie più elevate sono quelle della zona di Montalcino (250-700mila euro a ettaro), seguite da quelle dei vigneti della zona di Bolgheri (200-400), che ha superato quella del Chianti Classico (110-160). Il Veneto si posiziona in classifica con le due Docg del Prosecco: Valdobbiadene, con una valutazione compresa tra i 350 e i 500mila euro a ettaro, e Asolo (250-380).

La produzione di uva da vino

A livello nazionale la produzione raccolta di uva da vino si è attestata nel 2020 sopra i 71,5 milioni di quintali, in aumento del 4,4% rispetto all’anno precedente, con una conseguente crescita delle rese: per ogni ettaro coltivato a vite sono stati ottenuti 109,6 quintali di uva da vino; erano 106 nel 2019.

Il buon andamento sotto il profilo delle quantità raccolte può essere ricondotto all’elevato livello qualitativo delle uve, ma anche al favorevole andamento climatico che ne ha favorito la maturazione. A fronte della crescita della quantità di uve anche la produzione di vino nel 2020 è cresciuta del 4,1% rispetto al 2019, raggiungendo i 52 milioni di ettolitri. I maggiori tassi di crescita della quantità di vino prodotta si sono registrati in Emilia-Romagna (+14,7%) e in Lombardia (+13,4%); il calo più forte in Calabria (-3,6%).

Produzione e valore: Sicilia regione col maggior svantaggio

Nel 2019 il primato del Veneto in termini di volume di vino prodotto coincide con il rispettivo valore: in entrambi i casi l’incidenza raggiunge il 20% del totale nazionale. Segue la Puglia, la cui produzione in volume, pari al 19,6% del totale, si traduce in un minor valore (13,3%). Due regioni, la Toscana e il Piemonte, ciascuna rappresentante il 5% circa della produzione italiana in volume, raddoppiano il proprio peso se si guarda al valore di quanto prodotto. Di contro, è la Sicilia la regione con il maggiore svantaggio della quantità di vino prodotta rispetto al proprio valore. In generale, il valore della produzione nazionale di vino ai prezzi base nel 2019 è stato di 3,8 miliardi di euro, pari al 7,5% dell’intera economia agricola.