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La transizione dell’agricoltura siciliana: imprese e politica a confronto

“La voce degli agricoltori” intervenuti al Convegno di Confagricoltura Sicilia sul tema della “transizione” ha raccontato di un settore primario segnato da grandi  incertezze e  preoccupazioni per il futuro. In particolare per il vino, ma anche per gli agrumi e per gli ortofrutticoli, nell’arco di pochi giorni sono stati  cancellati diversi canali  commerciali costruiti nell’arco di  decenni e con il dispiego di ingenti risorse comunitarie. L’esempio più evidente menzionato è stato quello del bando per la promozione del vino nei paesi terzi, la cui graduatoria definitiva regionale è stata approvata il mese scorso, che nel novero dei Paesi a cui indirizzare le iniziative elencava  ben sette regioni della Russia. L’aumento sconsiderato dei costi di produzione, specialmente di quelli energetici e dei concimi, rischia poi di far saltare i conti della gran parte delle aziende siciliane, specialmente di quelle che hanno investito  per l’innalzamento della qualità, per la salvaguardia ambientale e per il rispetto degli accordi sindacali. Su tutte le produzioni siciliane pesa poi, come un macigno, la distanza geografica dai principali mercati nazionali ed esteri, distanza che, ad ogni incremento del costo del carburante e dei pedaggi, allontana ancora di più l’isola dal resto dell’Europa.

“Stiamo scoprendo il lato oscuro della globalizzazione – ha affermato il presidente degli agricoltori siciliani, Rosario Marchese Ragona –  nell’introdurre i lavori del convegno. Quello che chiediamo con forza alle istituzioni comunitarie, nazionali e regionali – ha aggiunto Marchese Ragona –  è  la  messa in campo di risorse ed energie ma anche, e soprattutto, un cambio di passo per quel che riguarda l’individuazione delle nuove  linee di sviluppo ed il completamento  della dotazione strutturale ed infrastrutturale della  Sicilia”.

Ad indicare le  coordinate della nuova rotta da seguire per uscire dalla tempesta perfetta è stato il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. “Un importante passo in  avanti – ha esordito Giansanti – è stato fatto con la liberalizzazione delle aree di interesse ecologico in cui potranno essere anche coltivati i cereali e non solo le colture azotofissatrici (soia, erba medica, leguminose foraggere), come inizialmente proposto dalla Commissione europea. In aggiunta alla massima flessibilità per la crescita delle produzioni, abbiamo chiesto un intervento finalizzato a compensare l’aumento senza precedenti dei costi di produzione delle imprese agricole. Finora la Commissione ha proposto di fare ricorso alla riserva di crisi, che è alimentata dalle trattenute sugli aiuti diretti della PAC. Occorre, invece – ha aggiunto Giansanti –  mobilitare maggiori fondi nel bilancio dell’Unione in misura proporzionata alla gravità della crisi e alla necessità di garantire ai cittadini europei la sicurezza alimentare. Il nostro  auspicio è che questo conflitto alle porte dell’Europa  si concluda il più presto possibile, ma verosimilmente  le conseguenze sui mercati agricoli si estenderanno fino al prossimo anno. Alle Istituzioni UE abbiamo anche sollecitato un’iniziativa comune per assicurare agli agricoltori la copertura del fabbisogno di sementi e fertilizzanti, scongiurando il rischio del blocco delle forniture, oltre a un monitoraggio europeo delle scorte dei prodotti primari dell’agricoltura”.

In precedenza l’appello lanciato dal presidente Rosario Marchese Ragona, per un cambio di passo di tutte le amministrazioni pubbliche, era stato raccolto  dal Presidente della Regione, Nello Musumeci anche a nome dei numerosi assessori presenti ai lavori.

Il Sottosegretario del ministero ai trasporti, Giancarlo Cancelleri ha invece toccato l’annosa questione della mobilità interna assicurando tutti gli sforzi possibili per la chiusura, in tempi brevi,  dei cantieri ancora aperti da diversi decenni e ciò per preparare la realizzazione delle nuove opere con i finanziamenti del PNRR, opere dirette anche all’irrigazione.

Il Dirigente Generale dell’assessorato, Dario Cartabellotta ha evidenziato la necessità di una riflessione sugli orientamenti della nuova programmazione comunitaria post 2022, programmazione che, ancor prima di partire dopo i rinvii  dovuti all’emergenza covid, risulta essere già obsoleta a causa dei recenti  eventi verificatisi nello scacchiere internazionale.

Degli strumenti messi a disposizione degli agricoltori in materia di credito e  formazione hanno parlato rispettivamente Roberto Cassata, Dirigente di Unicredit e Rosario Trovato, amministratore delegato della Digital Smart Academy.

Particolarmente seguito è stato l’intervento di Luigi Polizzi il Dirigente Generale del Ministero dell’agricoltura responsabile delle politiche internazionali ed europee.