CEREALIA 2026. “Pastori di Sicilia – Il pane, cibo dei pastori”: a Palermo un incontro tra storia, cultura e identità rurale
Il pane come alimento essenziale, espressione della cultura contadina e pastorale, custode di saperi antichi e simbolo del profondo legame tra uomo, terra e territorio. È questo il filo conduttore dell’iniziativa “Pastori di Sicilia – Il pane, cibo dei pastori”, in programma venerdì 23 ottobre 2026 al Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitrè” di Palermo, nell’ambito di CEREALIA 2026.
La manifestazione intende riportare al centro dell’attenzione il ruolo del pane nella vita delle comunità rurali siciliane, con particolare riferimento al mondo della pastorizia e alla transumanza, quando il pane rappresentava una risorsa alimentare indispensabile per affrontare le lunghe giornate di lavoro, gli spostamenti delle greggi e la permanenza nei pascoli.
Non soltanto nutrimento, dunque, ma anche testimonianza di un’economia fondata sull’autosufficienza, sulla conoscenza delle risorse locali e sulla trasmissione intergenerazionale di tecniche e pratiche alimentari.
Il Museo Pitrè, custode della memoria materiale siciliana
Nel corso della giornata sarà possibile approfondire questi temi attraverso l’esposizione di pani tradizionali, rituali e votivi, accompagnati da antichi strumenti e testimonianze della cultura materiale contadina e pastorale siciliana, a cura del Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitrè”.
L’esposizione offrirà l’occasione per osservare da vicino oggetti e manufatti che raccontano il rapporto quotidiano delle comunità con il grano, la farina, la preparazione del pane e i rituali che accompagnavano i momenti più significativi della vita individuale e collettiva.
Il pane, infatti, nella tradizione siciliana ha assunto significati che vanno ben oltre la sua funzione alimentare. È stato simbolo di ospitalità, condivisione, devozione e prosperità, presente nei riti religiosi, nelle ricorrenze familiari e nelle celebrazioni comunitarie. Le sue forme, le tecniche di lavorazione e le modalità di cottura restituiscono una parte importante della storia sociale ed economica dell’Isola.
La mattina dedicata agli studenti
La giornata prenderà il via alle ore 9.00 con le attività laboratoriali e proseguirà alle 9.45 con un percorso didattico-scientifico rivolto agli alunni della scuola primaria, a cura di ComeUnaMarea – Banca del Tempo.
L’iniziativa educativa mira ad avvicinare i più giovani alla conoscenza del patrimonio agroalimentare siciliano, favorendo la scoperta del pane come risultato di una lunga storia di relazioni tra agricoltura, ambiente, alimentazione e cultura.
Attraverso un approccio partecipativo, i bambini potranno entrare in contatto con i saperi della tradizione e comprendere il valore delle produzioni agricole e delle pratiche alimentari tramandate nel tempo. La sessione mattutina si concluderà alle ore 12.30.
Il pomeriggio: “Il pane nella transumanza, storia, tecniche e identità rurale”
Alle ore 16.00 si terrà la tavola rotonda dal titolo “Il pane nella transumanza: storia, tecniche e identità rurale”, momento centrale della manifestazione, dedicato al confronto tra storia dell’agricoltura, antropologia, nutrizione e nuove prospettive di valorizzazione delle risorse siciliane.
Dopo i saluti istituzionali di Antonio Rini, assessore alla Cultura del Comune di Palermo, interverranno studiosi ed esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari.
Concetta Bruno, presidente di ComeUnaMarea APS, presenterà il tema “CEREALIA 2026 e Pastori di Sicilia: cultura alimentare, paesaggio e memoria dei territori”, sottolineando il valore delle iniziative culturali come strumenti per custodire e trasmettere l’identità dei luoghi.
Mario Liberto, giornalista ed esperto di storia dell’agricoltura e cultura gastronomica siciliana, interverrà con una relazione dal titolo “Il pane dei pastori: storia, saperi e pratiche della cultura rurale siciliana”. Il suo contributo sarà dedicato al ruolo del pane nell’organizzazione della vita pastorale, alle consuetudini alimentari e alle conoscenze che hanno accompagnato per secoli il lavoro dei pastori. Un patrimonio di pratiche e testimonianze che permette di leggere la storia dell’alimentazione anche attraverso le condizioni ambientali, le esigenze del lavoro e le forme di organizzazione delle comunità rurali.
Silvana Arnone, antropologa del Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitrè”, approfondirà “Il pane nella cultura pastorale siciliana: pratiche, ritualità e memoria”, mettendo in evidenza i significati simbolici e sociali del pane e il suo ruolo nella costruzione dell’identità collettiva.
Giuseppe Russo, nutrizionista e ricercatore del Consorzio di Ricerca “G. P. Ballatore”, affronterà “Il valore nutrizionale del pane tra alimentazione tradizionale e cultura rurale”, con uno sguardo alle caratteristiche nutrizionali di questo alimento fondamentale e al rapporto tra tradizioni alimentari e conoscenze scientifiche contemporanee.
Chiuderà gli interventi Rosalba Urru, farmacista specializzata in Food & Digital Marketing, con una relazione dal titolo “La Sicilia verso una bioeconomia della bellezza e della salute”, dedicata alle prospettive di valorizzazione delle risorse naturali e agroalimentari siciliane in una visione che integra salute, sostenibilità e innovazione.
La giornata si concluderà alle ore 19.00.

