Tipicità

Granita in Sicilia, da Bagheria parte il nuovo percorso del Festival internazionale della granita siciliana

La granita siciliana non è soltanto una preparazione gastronomica, ma un’espressione della storia, della cultura alimentare e dell’identità delle comunità dell’Isola. È questo il filo conduttore dell’incontro Granita in Sicilia – Festival internazionale della granita siciliana, svoltosi il 15 ottobre 2026 nella suggestiva cornice di Villa Palagonia, a Bagheria, in occasione dell’anteprima dell’edizione 2027 a corredo della settima edizione di “Bio in Sicily 2026”.

L’appuntamento ha segnato un passaggio significativo nel percorso della manifestazione, con l’ambizione di superare i confini di un evento rivolto prevalentemente al mondo professionale della gelateria per costruire un progetto culturale capace di mettere in relazione ricerca scientifica, storia, antropologia, artigianato, agricoltura e turismo. Al centro del confronto, una domanda che riguarda non soltanto il futuro della granita, ma anche quello dei territori che ne custodiscono la tradizione: come trasformare un prodotto profondamente radicato nella cultura siciliana in uno strumento di conoscenza, promozione e valorizzazione internazionale? La scelta di Villa Palagonia ha offerto una cornice particolarmente significativa all’iniziativa. Bagheria, città delle ville storiche e parte integrante della Conca d’Oro, si candida a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione della granita siciliana e delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Gli interventi

Tra i temi affrontati nel corso dell’incontro, particolare rilievo ha assunto il rapporto tra granita, materie prime e ricerca scientifica. Il limone, ingrediente simbolo di una delle preparazioni più rappresentative della tradizione siciliana, ha offerto lo spunto per approfondire gli aspetti nutrizionali e bioattivi degli agrumi e il valore della corretta informazione alimentare. Il valore di un prodotto, infatti, si comprende anche attraverso la conoscenza della materia prima, della sua composizione e delle caratteristiche che ne determinano la qualità.

L’anteprima ha rappresentato l’occasione per delineare il nuovo percorso di Granita in Sicilia, ideato e promosso da Maurizio Valguarnera, Contest Creator del Festival, con una prospettiva che guarda all’edizione 2027 e alla costruzione di un progetto, insieme alla “Piana d’oro” della stessa città, in cui la tradizione gastronomica diventi anche occasione di sviluppo culturale e turistico. L’obiettivo è fare della granita un elemento capace di raccontare la Sicilia attraverso le sue materie prime, i saperi artigianali, la biodiversità agricola e le consuetudini alimentari che si tramandano da generazioni. Per Valguarnera, riportare la granita al centro della cultura gastronomica siciliana significa recuperare un patrimonio di storia, saperi e identità.

Il primo intervento è stato del dottor Domenico Nuzzo, neurobiologo del Consiglio nazionale delle ricerche, impegnato nello studio del rapporto tra cibo, cervello, percezioni sensoriali ed emozioni. Un progetto che si chiama «Neurofood & Neurogastronomia» e comprende anche il Gelato del Benessere. L’obiettivo è studiare come il gusto, l’olfatto, la vista e le caratteristiche degli alimenti possano stimolare il sistema nervoso e contribuire al benessere cerebrale. Il collegamento tra ricerca, biodiversità, innovazione e territorio rappresenta uno degli assi sui quali il Festival intende sviluppare il proprio progetto culturale.

Un altro tema centrale ha riguardato la diffusione internazionale della cultura del gelato italiano e il ruolo dei professionisti che operano all’estero. La dottoressa Annalisa Carnio, esponente del direttivo UNITEIS, l’associazione dei gelatieri italiani in Germania e responsabile del progetto europeo Gelato on the Road, ha portato l’attenzione sulla dimensione internazionale della cultura gelatiera. La presenza di professionisti italiani nei mercati esteri costituisce un’importante occasione per promuovere prodotti, tecniche e tradizioni gastronomiche, mantenendo vivo il legame con i territori di origine. È una prospettiva particolarmente interessante per la granita siciliana, che può diventare un’ambasciatrice dell’Isola attraverso il racconto delle sue peculiarità, degli ingredienti agricoli e delle pratiche artigianali che ne definiscono l’identità. Internazionalizzare, in questo senso, non significa soltanto raggiungere nuovi mercati, ma rendere riconoscibile il patrimonio culturale che accompagna un prodotto.

La dimensione antropologica ha consentito di allargare ulteriormente lo sguardo, andando oltre gli aspetti tecnici e professionali. Nel suo intervento, Mario Liberto, giornalista e antropologo del gusto, che ha moderato anche l’incontro, ha proposto una lettura della granita come: “Espressione della memoria collettiva e della vita delle comunità. La granita appartiene infatti a un sistema di relazioni che coinvolge famiglia, convivialità, stagionalità, viaggio e appartenenza territoriale. È un alimento che richiama gesti quotidiani, abitudini consolidate e ricordi condivisi, contribuendo a costruire un immaginario nel quale il gusto si intreccia con la storia personale e collettiva. In Sicilia, la granita è anche un’esperienza sociale: il rito della colazione, l’incontro al bar, la brioche da accompagnare alla preparazione fredda, la scelta dei gusti e il rapporto con i prodotti del territorio. Elementi che, nel loro insieme, raccontano un modo di vivere e di abitare i luoghi. Da qui deriva la possibilità di considerare la granita non soltanto come una specialità gastronomica, ma come un patrimonio culturale immateriale da conoscere, documentare e trasmettere”.

Per Nino Salerno, pioniere dell’internazionalizzazione siciliana: “La valorizzazione della granita può diventare così parte di una strategia più ampia di turismo esperienziale, nella quale il visitatore non si limita ad assaggiare un prodotto, ma viene accompagnato alla scoperta della sua storia, delle sue materie prime e delle comunità che lo hanno reso riconoscibile. È il passaggio dal prodotto al territorio: la granita come porta d’ingresso per conoscere la Sicilia, le sue produzioni e la sua cultura”.

Il confronto sviluppato a Villa Palagonia ha posto al centro anche le potenzialità turistiche della granita. Il progetto guarda infatti alla possibilità di collegare il prodotto ai paesaggi agricoli, alle aziende, alle materie prime, alle competenze artigianali e alle attrattive culturali della Sicilia. In questo quadro, il limone e il Limone Verdello della Piana di Bagheria e della Conca d’Oro rappresentano riferimenti territoriali di particolare interesse, capaci di collegare la cultura gastronomica al patrimonio agricolo locale. L’anteprima del 15 ottobre ha posto le basi per il nuovo percorso di Granita in Sicilia, orientato a integrare quattro dimensioni fondamentali: cultura, scienza, professione e turismo. La prospettiva dell’edizione 2027 è quella di costruire un Festival capace di coinvolgere istituzioni, ricercatori, imprese, maestri gelatieri, operatori turistici e nuove generazioni, favorendo il dialogo tra competenze differenti e valorizzando il patrimonio agroalimentare siciliano.