Le opportunità del Melograno, ma solo cento ettari coltivati in Sicilia

convegno melogranoMelagrana, “scrigno” di bontà, opportunità offerte dal melograno in Sicilia. E’ stato questo il messaggio lanciato nel corso del convegno organizzato a Valledolmo dall’Associazione Culturale Agorà con il patrocinio dell’Assemblea regionale siciliana in collaborazione con la Soat di Lercara Friddi.
Oltre alla presentazione dello scenario produttivo e di mercato di questo frutto dimenticato (la produzione di melagrana si attesta attorno ai 3 milioni di tonnellate, presente geograficamente in India, Iran, Stati Uniti, 100 ettari prodotti solo in Sicilia), si è parlato delle sue mille qualità e versatilità; infatti gli arilli possono essere venduti per la IV e V gamma, possono essere trasformati in succhi, marmellate, aceto, vino ed inoltre dalla melagrana si ricavano prodotti cosmetici, quali creme, bagnoschiuma, saponi. La buccia e le membrane bianche possono essere usate come mangime.

Oltre alla versatilità d’uso, la melagrana vanta preziose proprietà è infatti priva di grassi, non contiene sodio ed è un’ottima fonte di fibra e di vitamina B6 che “contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e di quello nervoso, alla riduzione della stanchezza e alla formazione dei globuli rossi”.
Delle opportunità di introduzione nel territorio valledolmese ne hanno parlato, oltre al Sindaco sindaco Luigi Favari, Donato Dino Bellussi, Amministratore della POMEL, Mario Liberto e Francesco Bruscato della Soat di Lercara Friddi, Calogero Alaimo Di Loro della Soat di Grotte e Giuseppe La Martina. Moderatore della kermesse è stato Giuseppe Modica.
Alla manifestazione hanno partecipato circa 200 persone. Gli interventi finali hanno contribuito ad approfondire i costi di impianto e di produzione, nonchè le caratteristiche positive di questo frutto sempre più cercato dai consumatori, e le possibilità di potere rilanciare il melograno nel territorio siciliano, e in particolare in quello valledolmese.

 

4 pensieri riguardo “Le opportunità del Melograno, ma solo cento ettari coltivati in Sicilia

  • 2 gennaio 2015 in 23:32
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    Complimenti per l’ottima iniziativa dell’Associazione Culturale Agorà in collaborazione con la Soat di Lercara Friddi. Argomento interessante quello trattato sull’introduzione del Melograno nel Vostro territorio, questo tipo di impianto si potrebbe impiantare nel territorio di Chiusa Sclafani, da noi esistono poche piante, ciò lascia presumere che il nostro territorio consentirebbe eventuale produzione. Questa domanda la pongo al dott. Mario Liberto che conosce bene il territorio, sotto forma di consiglio in merito e come realizzare l’opera impiantistica nei nostri terreni. Pieno riconoscimento all’iniziativa, grazie anticipatamente per l’eventuale risposta. Orfeo Puccio

  • 3 gennaio 2015 in 16:04
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    La melagrana, frutto diffuso sin dall’antichità nel bacino del Mediterraneo, negli ultimi 10 anni ha cominciato ad essere introdotta in maniera significativa anche nei paesi occidentali.
    Il suo successo è legato fondamentalmente alla diffusione della conoscenza delle sue proprietà nutritive ed ai suoi molteplici usi.
    La melagrana infatti, oltre che come alimento fresco e trasformato, viene utilizzata sempre più in ambito no-food: nel settore farmaceutico, cosmetico, dell’igiene.
    Tale sviluppo ha innescato un forte interesse tra i produttori nazionali e in particolare del Sud Italia, areale tradizionalmente vocato alla coltivazione di tale specie.
    Obiettivo del convegno è stato quello di presentare lo stato dell’arte del settore e soprattutto un percorso per valorizzare ancora di più questo frutto, dalle importanti proprietà nutritive, e aumentarne i consumi.
    Dino Bellussi di Pomel, confermando che quasi tutto il prodotto presente sui mercati italiani è costituito da frutta importata, ha però precisato che negli ultimi anni anche le nostre regioni – specie quelle con clima più mediterraneo – si stanno attrezzando per dare vita a colture specializzate, potendo così offrire varietà commercialmente promettenti. Si può ipotizzare che l’Italia arriverà tra cinque anni a produrre 20 mila tonnellate di melagrana (specie di varietà Wonderful, considerata dal mercato una delle migliori sia dal punto di vista organolettico che estetico), che giungeranno non solo nel normal trade, come accade ora, ma anche sugli scaffali della Gdo. “Come competere con i Paesi stranieri esportatori? Per la crescita dei consumi è fondamentale però informare il cliente finale sulla semplicità d’uso e le modalità di consumo della melagrana, oltre che sulle specifiche proprietà del frutto. Per quanto riguarda l’introduzione nel nostro territorio lo vedo positivo, l’importante che si impianti su terreni sciolti e accompagnati con una irrigazione anche a goccia. E’ comunque indispensabile avere una buona assistenza tecnica.
    Stiamo preparando un servizio tecnico sul melograno per analizzare i costi e le produzioni, ma soprattutto l’utilizzo di questo millenario frutto.
    Mario Liberto

  • 25 maggio 2015 in 21:22
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    Anche nel Basso Lazio il melograno è sempre stato presente, nella varietà Mollar-Dente di Cavallo. Ben venga una diffusa e crescente richiesta del frutto, ma che si salvaguardino anche la varietà locali anziché propagandare a destra e sinistra la sola varietà “wonderful”. E’ come se tutto d’un tratto, nel settore delle pere, si favorisse la varietà Abate a scapito delle Kaiser, William e Coscia.
    Cordiali Saluti

  • 27 maggio 2017 in 15:25
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    Sono un Direttore in pensione del Banco Di Sicilia e fin da quando ero in servizio mi occupavo
    di un agrumento a Gerbini Sferro in provincia di Catania esteso ha.10 circa e di un terreno
    seminativo al confine con l’aeroporto di Sigonella esteso ha 20.
    L’agrumeto fino ai primi anni 2000 ando’ benissimo.Dopo “qualcuno”fece entrare in Europa le
    arance dal Marocco e gli agrumenti in Sicilia cominciarono ad andare male tant’e’ che il sottoscritto
    nel 2008 estrirpo’ l’agrumeto coltivando grano o leguminose.
    Adesso vorrei impiantare,per iniziare,un ettaro di melograno (800 piante).
    Le virtu’ salutari del cennato frutto sembrano miracolose e quasi tutta la produzione consumata in Italia viene dall’Estero.Cosa mi Suggerite?

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