Arriva l’Oip, lo strumento che consente la tracciabilità delle produzioni biologiche

Dal primo marzo i prodotti biologici possono essere tracciati, dalla terra alla tavola, grazie alla rete OIP (Organic Integrity Platform). Si tratta di uno strumento informatico che consente di avere una maggiore conoscenza e trasparenza sui prodotti da consumare, e una maggiore assicurazione contro eventuali intrusioni e illeciti in un mercato delicatissimo come quello bio, in prospettiva dello sviluppo di un mercato che già ora vanta ritmi di crescita costantemente a doppia cifra e un fatturato che supera i tre miliardi.

Il sistema OIP risponde a quanto richiesto da Accredia, l’ente di accreditamento italiano, e dal Ministero delle Politiche agricole (MiPAAF).

La tracciabilità inizierà con i cereali e le granaglie e successivamente si passerà anche a pomodori e olive in funzione dell’inizio delle rispettive campagne agrarie.

Ad avvantaggiarsi di tale strumento sono le imprese aderenti al CCPB, organismo di certificazione e controllo dei prodotti agroalimentari bio, e i propri prodotti monitorati. La piattaforma è attiva dal 1° marzo. Gli organismi di certificazione aderenti ad OIP sono Bioagricert, BIOS, CCPB, Ecogruppo, ICEA, Sidel e Suolo e Salute.