Salame Sant’Angelo: una bontà IGP di Sicilia

Sant’Angelo di Brolo si inerpica dal mare della costa saracena fino a lambire le rigogliose vette dei Nebrodi. Tre chilometri di strada che si contorce fino ad arrivare nel cuore del centro abitato. Un paesaggio mozzafiato e un profumo intenso di vegetazione risollevano l’animo e lo spirito. L’origine medievale, oltre ad essere annunciata, dal vetusto castello, è richiamata dal nome che si rifà alla chiesa di Sant’Angelo e al termine “brolum” che nel linguaggio medioevale significava campo coltivato.

Le origini del centro abitato, così come è oggi disposto, risalgono alla campagna Normanna contro i Saraceni condotta da Ruggero II D’Altavilla. Il Gran Conte, dopo aver vinto una battaglia nell’attuale contrada Altavilla, secondo leggenda, grazie all’intercessione dell’Arcangelo Michele, eresse un convento a memoria dell’evento e lo affidò ai padri Basiliani, intorno all’eremo si ingrandì il centro abitato. Erasmo fu il primo abate.

Il paese, proprio per la presenza dei suoi noccioleti che lo intrappolano, luogo ideale del suino nero, e per le sue strade a mo’ di budello attenzionano il visitatore alla memoria del suo prodotto bandiera: il salame di Sant’Angelo di Brolo, l’unico IGP di Sicilia, riconoscimento CE: Reg. CE n. 944 del 25.09.2008 (GUCE L. 258 del 26 settembre 2008) che da qualche anno caratterizza la comunità facendola conoscere nel contesto internazionale dell’agroalimentare.

E’ una produzione tipica di salame a grana grossa. Alcuni ritengono che la sua produzione abbia avuto inizio intorno all’Xl secolo d.C. e che la tecnica sia stata introdotta dalle colonie longobarde venute al seguito dei Normanni. Tale fatto ha indotto il Prof. Corrado Barberis a definire il Salame S. Angelo il “gran lombardo” dei salumi italiani. Il S. Angelo non poteva che nascere nell’area dei Monti Nebrodi dove ancora oggi esiste l’allevamento del Suino Siciliano dal mantello nero, animale camminatore e frugale, che viene allevato allo stato semiselvatico nei boschi.

Al “Salame Sant’Angelo” gli intenditori riconoscono un sapore delicato ed un aroma fragrante. La sua caratteristica precipua è che tutte le parti del suino vengono trasformate in insaccati: coscia, lombata, spalla, pancetta, costata, ecc.- La sua tipicità è legata alla scelta delle migliori masse muscolari, alla professionalità degli insaccatori-artigiani, alle condizioni microclimatiche dell’ambiente ed allo scrupoloso controllo delle varie fasi della stagionatura.

I tipi di salame che vengono prodotti si differenziano solo ed esclusivamente in base al tipo di budello utilizzato, mentre l’impasto è sempre uguale: si ricordano il “cularino” (parte bassa del retto del suino), il ”sottocularino” (parte alta del retto del suino), il “sacco” (crasso del suino), la “fellata” (tenue del suino) ed il “bovino” (piccolo intestino del bovino). Il territorio interessato alla produzione riguarda l’area di Sant’Angelo di Brolo, in provincia di Messina.

Gaetano Caputo, titolare insieme alla sorella, dell’omonimo salumificio, vicinissimo agli anta, ci racconta del suo salumificio. “Il Salumificio Caputo nasce nel 1950, inizialmente come macelleria locale, grazie alla serietà ed al rispetto della tradizionale ricetta del maestro salumificatore, la crescita diventa costante fino ad offrire una gamma completa di salumi tipici dell’Italia meridionale. Con Salvatore Caputo, la tradizione di famiglia diventa una realtà dinamica, rappresentando un vero riferimento tra i numerosi produttori del salame S. Angelo, è inoltre stato a lungo promotore e presidente del consorzio tutela del salame S. Angelo I.G.P. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti nelle più importanti manifestazioni nazionali ed estere quali Cibus, Anuga, Sial. Giunti, oggi, alla quarta generazione sono Gaetano e Michela che mantenendo la grande tradizione di famiglia, sono pronti ad affrontare nuovi mercati, proponendo i loro prodotti oltre che nel mercato italiano, presenti ormai da molto tempo, anche in quello internazionale. Il nuovo e moderno stabilimento, risponde ai più severi requisiti per la sicurezza alimentare”.