Stop al cibo falso: al via la raccolta di firme della Coldiretti indirizzata al Parlamento Europeo

In tutte le piazze, circoli, per le strade, anche attraverso il web, insomma ovunque, la Coldiretti – Campagna amica – prova a raccoglie un milione di firme allo scopo di: difendere l’agricoltura italiana, proteggere la nostra salute, tutelare l’economia del nostro Paese, fermare le speculazioni sul cibo. Si tratta di una mobilitazione popolare, sostenuta da Coldiretti e Campagna Amica, nei confronti dell’Unione Europea.
La petizione della Coldiretti indirizzata al Parlamento Europeo mira ad introdurre l’obbligatorietà dell’indicazione del Paese d’origine, o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento, in modo da permettere ai consumatori di conoscere da dove arriva il cibo che portano ogni giorno in tavola.

“9 italiani su 10 – afferma il Presidente di Coldiretti Liguria, Gerolamo Calleri – ritengono importante per la sicurezza della propria famiglia conoscere la provenienza del cibo che consumano”.

“Ogni giorno rischiano di finire nel nostro piatto alimenti di bassa qualità o addirittura tossici provenienti da altri Paesi, come dimostrano i ripetuti allarmi e sequestri. Un’etichetta chiara che indichi l’origine degli ingredienti consente di prevenire e combattere gli scandali alimentari che mettono in pericolo la nostra salute. Le imitazioni dei prodotti alimentari italiani generano un business da 60 miliardi di euro, sottraendo risorse al nostro mercato. L’indicazione di origine degli ingredienti sull’etichetta consentirebbe di prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali che danneggiano la nostra economia.

I nuovi regolamenti dell’Unione Europea fanno un passo indietro dal punto di vista della trasparenza e delle tutele per i consumatori. L’etichetta di origine obbligatoria permette di contrastare le agromafie e le grandi multinazionali del cibo che hanno interesse a occultare l’origine delle materie prime.

Il nostro Paese ha fatto dell’eccellenza del proprio patrimonio agroalimentare un punto di forza in Europa e nel mondo. L’indicazione obbligatoria di origine permette di riconoscere il vero made in Italy e tutelare il lavoro e i prodotti di qualità dei nostri agricoltori”.
Non ci resta che affidarci al tormento della Canzonassimo degli anni 1959/60 quando il mitico Nino Manfredi soleva ripeteva «Fusse che fusse la vorta bbona» e nel frattempo andare a firmare.