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Gli operatori della frutta secca siciliana si mobilitano in preparazione dell’OCM

Sfido chiunque a sostenere che durante le feste natalizie, dalle Alpi a Capo Passero, non abbia mai consumato frutta secca: mandorle, pistacchio, noci, pinoli, nocciole, castagne. La goduria mangereccia avviene dopo aver consumato l’intero pranzo o cena, in quel preciso istante per chiudere le portate, si utilizza la frutta secca seguito doverosamente da un bel bicchiere di vino, grappa o di un altro liquore. Una tradizione che è patrimonio delle abitudini alimentari delle popolazioni dell’intero stivale. Una ritualità che affonda nella cultura, sia della classe dominante, sia di quella subalterna, e non risparmia pranzi domenicali o eventi vari.

La frutta secca è stata da sempre considerata frutta invernale e legata ad alcune ricorrenze religiose, mentre, non è mai stata presa in grande considerazione sotto il profilo alimentare. Soltanto negli ultimi anni ci si è resi conto del suo contenuto di proteine, grassi e sali minerali ed è entrata prepotentemente come aperitivo o dessert di fine pasto, consumata al naturale o con una coppa di spumante o con un calice di vino dolce, di solito tostate e salate.

Questa nuova opzione consumistica è entrata prepotentemente in tutte le occasioni e i periodi dell’anno. Spinta dalle mode alimentari, ma anche per le indubbie doti salutistiche, il consumo di frutta secca cresce a un tasso annuo superiore al 10% ed è così diventato un mercato da quasi 1 miliardo di euro.

Un mercato che vede l’introduzione di altri paesi d’oltreoceano come l’Australia, il Cile, ecc. che minacciano l’esistente patrimonio dei “tesori in guscio” siciliano.

La preoccupazione della perdita del mercato delle circa 20mila aziende del settore ad essere estromesse, ha spinto le varie associazioni e consorzi sparsi nel territorio regionale quali: il Consorzio della mandorla di Avola, la Dop del pistacchio di Bronte, Pistacchio di Raffadali; l’Associazione pistacchio della Valle del Platani, la O.P “La mandorla”, l’APROMAS, la società Carex (carrubo), l’associazione “Frutto dei Nebrodi”, ed infine il comitato per la biodiversità rappresentato da Salvatore Centonze, e da tante altre aziende e amministrazioni comunali, a dare vita all’associazione regionale denominata “ Frutta in Guscio di Sicilia” che ha lo scopo di salvaguardare e valorizzare l’intero comparto.

Al timone della nuova kermesse è stato posto l’agronomo Ignazio Vassallo ex dirigente dell’ Assessorato regionale dell’agricoltura e conoscitore del mondo della frutta in guscio.
Per Vassallo il primo obiettivo è stato il coinvolgimento delle più grandi realtà commerciali della regione come: Damiani SPA di Terranova, Bongiovanni di Mazzarino, Costanza di Mussomeli, Lacagnina di Riesi, ecc. per esaminare le principali problematiche ed esigenze del settore.

A questa fase di conoscenza è seguito l’incontro con le Istituzioni regionali con un tavolo tecnico presieduto dal Direttore generale dell’Assessorato agricoltura Dario Cartabellotta e del dirigente del comparto Pietro Miosi Miosi, ai quali è stato esposto il programma e le esigenze del comparto.

Come prima esigenza è emerso la realizzazione di un marchio “IGP Mandorla di Sicilia” che abbia l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare il comparto; a seguire, l’istituzione di un osservatorio permanente sulla frutta secca; la realizzazione di un convegno a carattere regionale sulla frutta in guscio per fare emergere le esigenze dei produttori e le difficoltà in cui versa il comparto; la predisposizione di un documento relativo alla OCM frutta in guscio da inserire nella prossima programmazione europea 2020/2027, con aiuti specifici destinati esclusivamente alla realizzazione di impianti per la frutta in guscio, con finanziamento fissi ad ettaro a secondo la tipologia di frutta impiantata, alla stregua dell’OCM vino. E’ stato dato anche incarico all’ex Direttore generale Gaetano Cimò per la predisposizione dell’OCM della frutta secca siciliana. Per Ignazio Vassallo questa Misura, così congeniata, farebbe decollare il comparto della frutta secca siciliana, realtà che necessita di piccoli ma significativi aiuti finanziari.

Il direttore Cartabellotta ha apprezzato l’entusiasmo del nuovo soggetto ha incoraggiato e spronati a perseguire gli obiettivi espressi.