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Turismo esperienziale: strategia per promuovere i territori rurali

Tra i vari segmenti turistici che maggiormente stanno riscuotendo ambio consenso, quello esperienziale costituisce il nuovo mantra tra gli addetti ai lavori del settore. Un modo originale e identitario di turismo che è basato essenzialmente sulle “esperienze” maturate che sono insite nel territorio fatto di uomini e cose.

In molti lo definiscono magico o sublime e siccome il turismo sembra uno di quei rari settori dell’economia in grado di assicurare un buon tasso di crescita e la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro, negli ambiti territoriali molta gente si è rimboccata le maniche ecco che il territorio si mobilita promuovendo tutte quelle esperienze da vivere che tanto rappresentano nella motivazione di scelta di questa nuova “destinazione”.

Il Turismo Esperienziale ha cambiato il concetto di viaggio, non più come una pausa ed evasione dalla routine quotidiana, ma come possibilità di vivere un’esperienza unica, diversa, irripetibile, mai vissuta prima, e sempre meno i viaggi standardizzati e non personalizzati, che non propongono niente in più e le solite mete. Certo si tratta di un segmento turistico che è iniziato in sordina e che oggi sta raggiungendo dei numeri davvero ragguardevoli.

In molti è cresciuta notevolmente la voglia di ampliare le proprie conoscenze, di approfondire la cultura e la tradizione del luogo e di immergersi a pieno nella vita degli abitanti e nelle loro abitudini quotidiane, portandosi a casa un ricordo memorabile, unico, con un qualcosa in più, con un’attività o esperienza che gli ha permesso di conoscere e vivere a pieno la tradizione di un paese.

Nel Turismo Esperienziale la differenza quindi, non la fa più tanto la destinazione, quanto le esperienze ed attività offerte dalla struttura. Situazioni capaci di trasmettere l’autenticità del territorio e le tradizioni storiche del luogo in maniera semplice e naturale, non artefatta.