Norme

Un disegno di legge per dar vita al “Centro per la Strategia sulla Biodiversità”

Sergio Tancredi di Sicilia Attiva, insieme ai deputati Foti, Mangiacavallo, Pagana e Palmeri, è il primo firmatario del disegno di legge riguardante la costituzione del “Centro per la Strategia sulla Biodiversità”. Un provvedimento che punta ad un riordino in materia di assistenza tecnica in favore dell’attività agricola e della pesca, che da circa un decennio il Dipartimento agricoltura della Regione Siciliana totalmente trascurato.

Onorevole Tancredi da dove scaturisce l’idea del Centro per la Strategia sulla Biodiversità?

“A fine maggio la Commissione europea ha pubblicato l’attesa strategia “Farm to Fork” (Dalla terra alla tavola), come parte centrale dell’European Green Deal. La nuova strategia è stata studiata per trasformare il sistema alimentare europeo, rendendolo più sostenibile sotto diversi aspetti e coinvolgendo molti aspetti della filiera agricola, cioè, dalla terra alla tavola. Si tratta di un piano decennale messo a punto dalla Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.
È la prima volta che l’Unione europea cerca di progettare una politica alimentare che proponga misure e obiettivi che coinvolgono l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, passando naturalmente per la distribuzione. Il tentativo dell’Ue, insomma, è da un lato quello di dare avvio alla propria transizione ecologica, e dall’altro di assicurare cibo sano e sostenibile al resto del mondo.
Per fare ciò, la Sicilia ha necessità di mettere in atto una serie di strumenti capaci di centrare degli obiettivi fondamentali come: nuovi investimenti in ricerca e innovazione, migliorare i servizi di consulenza e assistenza tecnica, saper gestire ed elaborare dati, servono nuove competenze ed è fondamentale saper condividere la conoscenza, ecc”.

Come pensa che tutto ciò possa essere realizzato.

“Pensiamo ad una agricoltura smart, intelligente, dove la biodiversità, diventi il fulcro della ricchezza siciliana e mediterranea, elemento centrale di valorizzazione dell’intero comparto agricolo ma anche della pesca, con una serie di servizi tecnici ed economici che facciano da supporto al mondo rurale, puntando a raggiungere quegli obiettivi che l’U.e. ha proposto: garantire una produzione alimentare sostenibile; Garantire la sicurezza alimentare; Favorire una filiera alimentare sostenibile dall’inizio alla fine: dalla lavorazione alla vendita (sia all’ingrosso sia al dettaglio), e anche i servizi accessori, come l’ospitalità e la ristorazione; Promuovere il consumo di cibi sostenibili e sostenere la transizione verso abitudini alimentari sane; Ridurre gli sprechi alimentari; Combattere le frodi alimentari lungo la filiera. Per far ciò occorrono investimenti, ricerca e innovazione”.

Il progetto è sicuramente necessario e ambizioso, ma da dove prenderete il personale, quali strutture utilizzerete, le risorse, ecc.

“Il “Centro per la Strategia sulla Biodiversità” (CSB Sicilia) è lo strumento finalizzato al raggiungimento degli obiettivi precedentemente enunciati, razionalizzando tutta l’attività di ricerca nella filiera agroalimentare, oggi divisa in mille rivoli e con una ricaduta pressoché inesistente sulle aziende agricole. L’idea è quella di accorpare in un unico centro, denominato “Centro per la Strategia sulla Biodiversità”, tutte le attività sostenute dalla Regione per la ricerca scientifica, la promozione, e l’innovazione nelle filiere agricole, zootecniche, agro-industriali e forestali.
L’attivazione di un’unica governance e la riduzione dei centri decisionali, consentirà di programmare con maggiore efficienza ed efficacia tutte le azioni a sostegno del sistema agroalimentare siciliano per renderlo protagonista della strategia europea “Farm to Fork”.
Il presente ddl promuove anche un modello agro-silvo-pastorale che sia conforme ai criteri dell’agroecologia, (di questo argomento abbiamo presentato un ulteriore ddl) riducendo l’impatto delle attività antropiche sul suolo agricolo, garantendo il principio della Sovranità Alimentare e la sicurezza alimentare, ricostituendo biodiversità naturale ed agricola, già in buona parte erosa, invertendo i processi di desertificazione in atto sul territorio regionale. Il tutto in considerazione anche del fatto che le produzioni tradizionalmente presenti, essendosi adattate alle condizioni climatiche specifiche, richiedono l’utilizzo di minori risorse idriche, apporti nutrizionali ed energetici esterni.
Il “Centro per la Strategia sulla Biodiversità” dovrà nascere attraverso l’accorpamento dell’Ente di Sviluppo Agricolo, l’Istituto incremento Ippico, l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia, la Stazione sperimentale per la granicoltura in Sicilia, e i Consorzi di ricerca, di cui all’articolo 5 della legge regionale 5 agosto 1982, n. 88.

Come mai non avete pensato di accorpare anche l’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio e il “Paulsen Centro regionale per la conservazione della biodiversità agraria”? Tra l’altro il personale dell’IRVO lamenta annualmente la regolare erogazione dello stipendio.

“Il disegno di legge sicuramente potrà essere migliorato nel corso del dibattito in aula con il coinvolgimento nel CBS dei due enti. Ma dovrà necessariamente essere creata una sinergia con le Universitari pubbliche e private siciliane. Ed ancora pensiamo di interessare la partecipazione delle organizzazione di categoria. Insomma, si tratta di uno strumento che deve essere efficiente e rispondente alle nuove esigenze degli agricoltori, delle filiere ma anche dei consumatori”.

Perché tutti i partiti politici dovrebbero fare un passo indietro rinunciando a comode poltrone per amici di partito o di corrente?

“Questo è un momento decisivo. Il post Covid ha bisogno di una sferzata seria che consenta a tutti i siciliani di ritrovare quell’energia che permetta un rilancio economico, sociale e politico. L’agricoltura, la pesca, il turismo sono i settori su cui bisogna puntare. I siciliani e non solo, hanno fatto tanti sacrifici e tante privazioni, è giusto che la politica faccia anche la sua parte. Il disegno di legge è stato condiviso da parte di tutti ed è uno strumento che interessa tutti, ragione per la quale sono fiducioso che sull’argomento ci possa essere un momento di convergenza. Confidiamo come gruppo politico anche sulla sensibilità e l’intelligenza del nostro presidente Musumeci.
Inoltre il Tar, ha accolto il ricorso dell’Avv. Enrico Cadelo, l’accorpamento potrebbe scongiurare di dover pagare un conto di poco meno di 120 milioni di euro per l’operazione della cessione di cinque immobili avvenuta nel 2007”.

La nuova struttura sarà un dipartimento dell’assessorato agricoltura o avrà una gestione a parte?

“E’ prematuro parlarne. Potrebbe sicuramente, considerato che parliamo di agricoltura e sovranità del cibo possa essere creato un nuovo dipartimento nell’ambito dell’assessorato agricoltura”.

La guida dell’agricoltura e della pesca è passata al suo concittadino Tony Scilla, la realizzazione del “Centro per la Strategia sulla Biodiversità”, sarà più facile o più complicato farlo approvare?

“Più semplice. Perché avremo modo di poterne discutere in qualche meraviglioso scorcio della nostra bella Mazara del Vallo, dove tutto diventa irresistibilmente possibile”.