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Politica agricola comune (Pac), maggio mese decisivo: in discussione 48 miliardi l’anno

Prosegue senza soste il percoso che porterà, si spera entro la fine di maggio il definitivo accordo riguardante la Politica agricola comune (Pac) 2020-2027.

Purtuttavia, restano gravi problematiche che devono essere al più presto risolte. Resta aperto il nodo più spinoso la cosiddetta “Architettura Verde”, nonché le critiche degli ambientalisti su il benessere degli animali, la biodiversità e ogm. L’accordo della Pac è di 48 miliardi all’anno (un terzo del Bilancio Ue).

Un nodo da sciogliere sono le risorse da destinare agli eco-schemi, i programmi con cui si finanziano i progetti degli agricoltori europei che mettono in campo le pratiche più virtuose per l’ambiente, inoltre fa discutere il tetto massimo all’importo di cui possono beneficiare le aziende più grandi. Secondo il Parlamento dovrebbero costituire il 30% del primo pilastro, mentre per il Consiglio il 20%. “La differenza vale 20 miliardi di euro, secondo i dati della Commissione” commenta l’eurodeputata.

Ancora da definire, poi, diversi aspetti che riguardano il benessere degli animali e la biodiversità.

La nuova architettura che si poggia su tre distinte componenti, fra di loro sinergiche e complementari, e comprensive di quelli che attualmente sono gli impegni previsti dal greening:

  1. una condizionalità nuova, rivisitata e rafforzata rispetto a quella attualmente in vigore;
  2. nel Primo pilastro della PAC, un regime ecologico come componente dei pagamenti diretti, la cui attivazione è obbligatoria da parte degli Stati membri e il cui utilizzo è facoltativo per i singoli agricoltori;
  3. nel Secondo pilastro, le misure agro-climatico-ambientali nell’ambito dei PSR.

Per De Castro “ogni stato membro potrà sceglie le misure più adatte al proprio Paese” anche se “definite a livello europeo”. E ha aggiunto: “Avremo una Pac che richiederà agli agricoltori un impegno ambientale maggiore”, dunque ci sarà bisogno di incentivi, anche se “non cambierà in maniera radicale e sostanziale l’approccio della Pac a cui siamo abituati”.

Se un’intesa venisse raggiunta, l’accordo verrebbe confermato alla riunione dei ministri europei dell’Agricoltura (Consiglio Agrifish) del 31 maggio e il Parlamento Ue potrebbe approvarlo già il prossimo autunno.

Nel frattempo, l’Italia dovrà presentare a Bruxelles, entro dicembre 2021, il Piano strategico nazionale (Psn) che dovrà delineare gli interventi attuativi della nuova riforma, programmando le risorse del primo e del secondo pilastro (Organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e Politica di sviluppo rurale). Ad aprile si è insediato il Tavolo nazionale di partenariato chiamato a redigere il testo.
Il futuro sistema di attuazione della PAC sarà più orientato al raggiungimento di risultati rispetto all’attuale e lascerà verosimilmente agli Stati membri un margine più ampio di flessibilità nella programmazione e attuazione di Strategie Nazionali “su misura”, al fine di individuare e perseguire traguardi realistici e adeguati.