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Ritorno alla ruralità con le favole di Giovanna Gebbia e Ileana Arcieri

Questa è una delle tante favole che caratterizzano le nostre aree rurali. Dove le protagoniste non sono le sdolcinate fatine o le fascinose principesse in attesa del principe azzurro. Questa è una storia vera, fortunatamente non l’unica, perché il fenomeno si va sempre più diffondendo e che vede il ritorno di tanti giovani alla riscoperta delle proprie radici. Appartiene a questa schiera di “ritorno alla ruralità” la favola di Giovanna Gebbia e Ileana Arceri, imprenditrici e pioniere del comparto turistico madonita, che a un certo punto della loro vita, ognuna indipendentemente dell’altra, hanno deciso di rivitalizzare il piccolo cortile divia Rizzo a Petralia Soprana, borgo montano medievale nominato più bello d’Italia nel 2018.

Giovanna e Ileana sono scappate dal caos e dal frastuono della città alla ricerca delle proprie radici, frammiste di genuinità, semplicità e originalità. Petralia Soprana è un luogo ameno aggrappato al meraviglioso massiccio delle Madonie, un territorio ricco di storia e di paesaggi surreali. Quello che armonizza la vita del cortile è la riscoperta delle proprie origini da condividere e armonizzare in questi pochi metri quadri, dove, a voce naturale, mentre fanno le loro faccende domestiche, si possono scambiare le proprie emozioni, le loro storie, le speranze, naturalmente intervallati da canti di uccelli e dai silenzi eteri, il tutto intrappolato dai profumi che scendono dalle montagne e vanno a schiantarsi su questo piccolo lembo acciottolato inglobandolo e preservandolo dalla corrosione del tempo.

Ci vuole poco per vivificare questo spicchio di strada, basta che filtri un raggio di sole per dare vita, colore e armonia al piccolo anfratto interamente ciottolato, geometricamente squadrato, quel tanto che basta per indicare la firma di quel sapere antico del suo autore. Pietre bianche che permettono a qualche ciuffo d’erba di demarcare le simmetriche e ordinate spaziature. Gli usci di casa di un debole colore azzurro ricordano l’indimenticabile e caratteristica tinta azzolu, un frammisto bianco azzurrino che da sempre mi ricorda il manto celeste della Madonna, sono arricchiti da
scalini in pietra delle cave madonite su cui si adagiano i vasi di frammisti coloratissimi gerani che debolmente si inchinano partecipando attivamente alla coreografia del luogo, mentre, in alto, i panni stesi tentano di ombreggiare e vivacizzare l’intero curtigghiu.

I muri perimetrali, disordinate pietre a facci vista, sottolineano gli antichi anelli in ferro, penzolanti e ossidati che servivano per far stazionare muli e asini. Uno opposto all’atro si contendono il primato del bello i due b&b di Giovanna e Ileana, piccoli gioielli in miniatura dove espongono le preziosità del gusto artistico rurale madonita, fatto di rievocazioni, fascini di un tempo, rivisitazioni, insomma vintage. Una via di mezzo tra un museo etnoantropologico o una scenografia di un film del Neorealismo. L’imbarazzo è quasi d’obbligo.

Il mobilio spartano ed essenziale, evidenzia la personalità delle due donne; un sano e costruttivo antagonismo della bellezza, uno sforzo per trasferire emozioni. Frazzatuna, tomboli, artistiche tende ad uncinetto, ricamatissimi centrini, e tanti altri oggetti della cultura ruralartigiana madonita che lasciano il visitatore inconsapevolmente confuso o convinto di sognare ad occhi aperti.
Dai fori delle tende lavorate si intravede il cortile, le montagne piene di verde, i tetti di tegole bombate debolmente in pendenza per permettere alla neve di scivolare, lasciano anche filtrare i colori tenui e soffusi che armonizzano gli ambienti. Il silenzio rassicurante ti avvolge e ti rasserena e guardando il candido letto ricoperto da una ottocentesca cuttunina vorresti trascorrere in quel luogo ameno il resto della tua vita.

Il merito di questa amabile atmosfera frammista di piacere e serenità è da attribuire a Giovanna e Ileana che hanno saputo ricreare quei luoghi ameni che la memoria consumistica e globalizzata ha totalmente distrutto. Hanno saputo recuperare i luoghi magici che erano le case delle nonne, piene di serenità, di sicurezza e di profumi naturali. Luoghi che rievocano i nostri ricordi che, nonostante annidati dentro la nostra stravolgente memoria vengono per un momento a galla: ombre, carezze, voci rasserenanti che ti riportano inconsapevolmente lontano nel mondo delle favole,
dell’infanzia perduta, dell’innocenza. Questo luogo è capace di farti viaggiare a ritroso nel tempo. E solo per questo dico a Giovanna ed Ileana grazie di cuore per avermi fatto rivivere il mio piacevole, sereno e indimenticabile passato.