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La selezione di bovini per allevatori non è attività agricola connessa

La selezione di bovini conto terzi, chiarisce l’Agenzia delle Entrate nell’Interpello 446 2021 su regime fiscale agricolo, non può essere ritenuta attività connessa. La richiesta di chiarimento era pervenuta da parte di un imprenditore agricolo che svolge l’attività di selezionatore e vendita di bovini nell’ambito della sua attività agricola.

Il diniego scaturisce dal presupposto essenziale cioè: “l’attività è realizzata mediante l’utilizzo delle conoscenze e capacità personali dell’imprenditore, che ovviamente risentono  dell’esperienza maturata nella gestione della propria impresa agricola (…) il servizio reso, anche se occasionale, non richiede l’impiego di risorsa aziendale, nel senso descritto nei citati documenti di prassi”. Mancherebbe quindi il requisito oggettivo richiesto dalla norma. Inoltre l’Agenzia forse più puntualmente rimarca il fatto  che “il compenso non viene  versato dai colleghi allevatori dell’imprenditore ma dai venditori  e questo configura l’attività più come intermediazione commerciale  che come attività connessa all’allevamento”. Per questo non viene considerato corretto  l’assoggettamento di tali introiti al regime fiscale art. 56 bis comma 3 del TUIR.

Ad ogni buon fine si riporta l’ Art. 2135 comma 3 c.c. riguardante le attività connesse: «Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge».

Questa norma ha consentito di cambiare il volto dell’agricoltura consentendo a molti imprenditori la possibilità di integrare il proprio reddito e quindi di rimanerne in campagna.