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Incendi: prevenire è meglio che combattere. Un convegno a Piana degli Albanesi

“Impatto degli incendi – Gestione delle aree percorse del fuoco”. E’ questo il titolo del convegno che si è tenuto nella meravigliosa cittadina di Piana degli Albanesi. Presenti i sindaci Rosario Petta di Piana degli Albanesi, Angela De Luca Sindaco di Altofonte e Giuseppe Cangialosì di Santa Cristina Gela. È la prima volta che tre Comuni, due Università, il Corpo forestale della Regione Siciliana e professionisti specializzati nel settore antincendio fanno squadra comune contro un fenomeno devastante al quale, sembra, ci siamo oramai abituati. Si sono anche trattate le modalità di ripristino delle aree distrutte dal fuoco anche secondo diverse scuole di pensiero.

Al convegno hanno portato i saluti istituzionali Ciro Pedrotti, Ispettore Ripartimentale delle Foreste dì Palermo e Salvatore Fiore Presidente Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Palermo.

Le relazioni tecniche sono state tenute dai professori delle Università di Palermo e Calabria: Lorenzo Gianguzzi, Vito Armando Laudicina, Vincenzo Bagarello, Giuseppe Bambino, Silvio Bagnato, Donato Salvatore La Mela, dal Dr. Antonio Paladino esperto in materia di antincendio e dal Commissario Marco Virga del Corpo Forestale regionale.

Per Antonino Paladino, co-organizzatore dell’evento: “Gli incendi estremi fuori controllo analoghi a quelli già registrati in Sicilia, addebitabili ad un clima estivo sempre più avverso, sono una grave minaccia ambientale, economica e sociale. Incendi che provocano notevoli perdite di biodiversità, l’emissione di gas serra, causa malattie legate al fumo, devastazione di strutture e infrastrutture antropiche, gravi perdite di animali selvatici e di allevamento e a volte anche perdite di vite umane,”.

A questo appuntamento seguiranno ulteriori incontri con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione locale a favore di attività di prevenzione, far prendere consapevolezza dei costi sociali, economici e paesaggistici causati dagli incendi e la messa in atto di tecniche di riutilizzo del materiale delle aree boscate bruciate per il contrasto del dissesto idrogeologico che segue l’incendio.